Redazione

18 Ottobre 2025

Buchmesse – Kids/Scuola. Parlare ai ragazzi senza raccontarsi favole

Nel padiglione ragazzi senti subito due forze che tirano in direzioni opposte: la voglia adulta di proteggere e la necessità di dire il mondo com’è. In mezzo ci siamo noi, con libri che devono essere ponte e non recinto. Qui si capisce se un progetto per la scuola è vivo: non perché semplifica, ma perché rende dicibile la complessità.
18 Ottobre 2025

Un pomeriggio con Groucho

Il portiere mi disse che il teatro era chiuso. Io dissi che anch’io, in fondo, ero chiuso, ma avevo la chiave sbagliata. Mi fece entrare lo stesso. Nel corridoio dei camerini, odore di cipria e sigaro, si sentiva una risata di metronomo: ta–ta–ta, come se l’orologio ridacchiasse. Bussai. La porta si aprì quel tanto che basta a far passare un sopracciglio. «Cercavo il signor Marx.» «Se cerchi il capitale, hai sbagliato secolo. Se cerchi Groucho, entra. Ma sappi che non accetto resi sulle delusioni.»
17 Ottobre 2025

Buchmesse – Book-to-Screen. Quando la carta chiede allo schermo di non tradirla

C’è un corridoio, in fiera, dove la carta cambia stato. Non è Hollywood: sono tavoli, calendari, caselle di posta che si aprono. Qui capisci in un’ora se la tua storia può camminare su uno schermo senza perdere l’anima. Non basta “piacere”. Serve metodo.
17 Ottobre 2025

Buchmesse – Libertà e censura

In fiera lo capisci subito: la libertà non è un manifesto appeso all’ingresso, è una pratica minuta. Sta nel modo in cui un editore presenta un libro scomodo, nel coraggio di un bibliotecario che lo rimette a scaffale, nella maestra che sceglie di leggerlo in classe. E sta anche nel silenzio con cui, a volte, si toglie di mezzo un titolo “per non avere problemi”. La censura non sempre urla. Spesso sussurra.