Non avevo programmato niente. Non c’è stato un momento fondativo, nessuna frase epica appuntata su un taccuino. È successo semplicemente così: qualche anno fa ho iniziato a lavorare ogni giorno dentro una cooperativa sociale di tipo B.
Per chi non la conosce, una cooperativa di tipo B è una realtà che unisce lavoro e inclusione: produce beni o servizi come qualunque impresa, ma lo fa con una missione precisa — inserire nel mondo produttivo persone con disabilità o con fragilità sociali, offrendo loro un posto di lavoro vero, retribuito, stabile, con la stessa dignità degli altri lavoratori.
È un modello italiano, riconosciuto dalla legge, che prova a trasformare la vulnerabilità in partecipazione. Non un laboratorio protetto: un’impresa che compete, produce, fattura, ma che mette al centro chi normalmente viene lasciato ai margini