Adesso che la Giornata del libro è passata, forse si può parlare dei libri con un po’ più di verità e un po’ meno cerimonia. È finita la parte in cui tutti, giustamente, dicono che leggere è importante, che i libri aprono la mente, che una società senza lettura si impoverisce. Tutte cose vere. Ma anche cose che, ripetute nel giorno giusto, rischiano di suonare come certe frasi affettuose dette per calendario: sincere, magari, ma un po’ costrette.
Forse i libri meritano un’altra temperatura. Meno celebrativa, più reale.