C’è una domanda che riguarda tutti noi: se oggi possiamo registrare tutto, perché facciamo sempre più fatica a trasmettere ciò che sappiamo?
Viviamo immersi in un’epoca che ha fatto della conservazione un feticcio. Archiviamo messaggi, immagini, video, gesti. Registriamo lezioni, tutorial, procedure. Accumuliamo dati come se la memoria fosse, finalmente, al sicuro. Eppure basta guardarsi intorno per accorgersi che molte competenze si stanno assottigliando, che alcuni mestieri diventano impraticabili, che certi gesti non passano più di mano in mano. Il paradosso è evidente: mai così tanta memoria, mai così fragile la trasmissione.