Redazione

17 Maggio 2026

Il consulente di ansia comparata

Io non dovevo essere lì. E quando dico “lì”, non intendo in senso filosofico, come quando uno si sveglia la mattina e si domanda perché sia nato in un Paese dove per rinnovare la carta d’identità elettronica bisogna prendere appuntamento tre mesi prima. Intendo proprio lì. Su Air Force One. Seduto accanto a un finestrino, con un caffè americano davanti — che è già una piccola offesa alla civiltà mediterranea — un taccuino sulle ginocchia e un funzionario del Dipartimento del Commercio che mi spiegava i dazi come se fossero una variante aggressiva dell’IMU. Il disguido, naturalmente, era cominciato in Italia. Da noi i grandi errori non esplodono. Maturano. Fanno anticamera. Passano da un ufficio all’altro. Ricevono un timbro. Poi diventano irreversibili.
17 Maggio 2026

I social media stanno finendo. O forse stanno solo diventando irriconoscibili

C’è un gesto che conosciamo tutti: il pollice che scorre sullo schermo. Una faccia, poi un’altra. Un video, poi un altro. Una promessa, un trucco, una polemica, una pubblicità, un corpo, un avatar, un meme. Tutto sembra vivo, tutto sembra parlare, tutto sembra chiedere la nostra attenzione. Ma a guardare meglio, quasi niente parla davvero. È questa l’immagine da cui parte James O’Sullivan nel saggio “The Last Days of Social Media”, pubblicato su Noema Magazine il 2 settembre 2025. La sua tesi è semplice e radicale: i social media, così come li abbiamo conosciuti, sono entrati nella loro fase terminale. Non perché manchino i contenuti. Al contrario: perché ce ne sono troppi. E sempre meno umani.
17 Maggio 2026

Il labirinto dei libri e i ragazzini che lo attraversano

C’è un luogo, a Torino, dove per cinque giorni le parole smettono di stare ferme. Escono dalle copertine, salgono sulle scale mobili, si infilano tra gli stand, prendono il tram, si siedono nei bar, aspettano in fila accanto ai lettori. Alcune sono parole antiche, con il passo lento dei classici. Altre arrivano trafelate, appena stampate, ancora calde di tipografia. Altre ancora non sanno bene che cosa diventeranno: romanzo, saggio, poesia, fumetto, confessione, promessa. Quel luogo è il Salone Internazionale del Libro di Torino, che nel 2026 abita ancora una volta il Lingotto Fiere, dal 14 al 18 maggio
11 Maggio 2026

Piazza Rossa, la vittoria che non riesce a finire

C’è una cosa che colpisce, ogni volta che la Piazza Rossa torna a riempirsi di soldati, bandiere e passi cadenzati. Non sono soltanto le uniformi, né il profilo del Cremlino, né San Basilio sullo sfondo, quasi fosse una scenografia preparata dalla storia. È il fatto che, in Russia, la Seconda guerra mondiale non è mai davvero finita. È finita nei trattati, nei libri, nelle fotografie in bianco e nero, con Berlino distrutta e la bandiera rossa sul Reichstag. Ma nella coscienza politica russa la “Grande Guerra Patriottica” continua a essere un presente. Non un semplice ricordo, ma una chiave di lettura. Non una commemorazione, ma un linguaggio di potere.