Redazione

7 Ottobre 2025

In ricordo di Jane Goodall

Una ragazza con un taccuino, ferma. Davanti a lei, un frammento di foresta che respira. Non spiega, non forza, non interrompe. Ascolta. Da quella semplice postura—stare e guardare—è nata una delle rivoluzioni culturali più pacate e decisive del Novecento: l’idea che conoscere significhi prima di tutto lasciare che l’altro, perfino quando è uno scimpanzé, si racconti.
28 Settembre 2025

Le Giornate Europee del Patrimonio: un rito civile che ci riguarda

Le Giornate Europee del Patrimonio non sono “la domenica al museo”, ma una prova generale di cittadinanza culturale: aprono porte, saldano memoria e futuro, misurano quanto davvero teniamo alla nostra casa comune.
26 Settembre 2025

Vestirsi di Stato

Prima di parlare, un leader si veste. Prima della voce, arriva il colore. È un gesto antico: mettere addosso un’idea e farla vedere da lontano. Nelle epoche senza microfoni, il potere si riconosceva dalla stoffa e dalla tinta: porpora per chi poteva permettersi un pigmento raro, nero o bruno per chi voleva mostrarsi corpo di milizia, bianco per chi rivendicava purezza e diritti, come le suffragette nelle piazze di inizio Novecento. L’abito, insomma, non è un accessorio del discorso: è il discorso che comincia.
24 Settembre 2025

Quando un presidente USA parla al mondo: l’ONU come specchio (e grimaldello)

L’immagine è sempre la stessa: il podio di legno, il blu profondo alle spalle, l’eco nelle cuffie dei traduttori. Lì, dal 1953, i presidenti degli Stati Uniti si sono rivolti non solo “al mondo”, ma — più spesso — alla propria opinione pubblica usando il mondo come platea. È uno degli usi più rivelatori dell’ONU: palcoscenico universale, ma anche strumento domestico.