Prima di parlare, un leader si veste. Prima della voce, arriva il colore. È un gesto antico: mettere addosso un’idea e farla vedere da lontano. Nelle epoche senza microfoni, il potere si riconosceva dalla stoffa e dalla tinta: porpora per chi poteva permettersi un pigmento raro, nero o bruno per chi voleva mostrarsi corpo di milizia, bianco per chi rivendicava purezza e diritti, come le suffragette nelle piazze di inizio Novecento. L’abito, insomma, non è un accessorio del discorso: è il discorso che comincia.