Una nuova stagione per Canale Cultura

L’1 settembre segna, da sempre, un nuovo inizio. Finisce l’estate, riparte il lavoro, si riaprono le scuole. È il momento in cui si rimettono in moto i progetti che contano. Per questo abbiamo scelto questa data per rilanciare Canale Cultura.
Da oggi il nostro impegno sarà quotidiano e costante: raccontare la cultura in tutte le sue forme, senza filtri e senza barriere, con un linguaggio accessibile ma rigoroso. Non un portale per addetti ai lavori, ma un luogo aperto dove la storia, l’arte, la filosofia, la letteratura e l’attualità trovano spazio e voce.
Troverete articoli brevi e incisivi, rubriche fisse, analisi più ampie, interviste e riflessioni. Alcuni testi avranno un tono narrativo, altri più critico, altri ancora ironico: diversi linguaggi per un unico obiettivo, avvicinare la cultura a chiunque abbia voglia di ascoltarla e viverla.
Il nostro patto è semplice: pubblicare contenuti di qualità, gratuiti e accessibili a tutti. Il vostro ruolo, se lo vorrete, sarà altrettanto semplice: leggerli, condividerli, discuterli, farli circolare.

Canale Cultura riparte oggi. Vi invitiamo a farne parte.
12 Dicembre 2025

Questa stanza senza pareti

Continuando nel nostro cammino di sperimentazione, questo è il primo di una serie di testi  che affrontano temi civili del presente (guerre, migrazioni, lavoro, diritti, ambiente) con il linguaggio della poesia. Testi da leggere, ascoltare, mettere in musica. Qua, si sieda pure qua E mi dica cosa sente in questa stanza senza pareti. Non c’è molto da mostrare, lo vede, solo scaffali mezzo vuoti e un vento leggero che porta voci lontane. È tutto qui: la cultura abita dove passa l’aria. Io ci lavoro così, con una sedia che scricchiola e una finestra che non chiudo mai. Perché qui, quando arriva una storia, bisogna farla entrare intera, con il rumore dei passi e la polvere del viaggio.
11 Dicembre 2025

La politica urlata

Se c’è una cosa che la storia insegna, e insegna sempre con una certa ironia, è che la lingua pubblica non è mai neutra. È un sismografo dei tempi, certo, ma anche un arnese con cui i tempi stessi vengono plasmati. Ogni epoca ha avuto il suo registro: il latino limpido dei senatori romani che sapevano bene quanto una parola sbagliata potesse costare una congiura; la spavalderia dei tribuni che parlavano al popolo e si concedevano toni più ruvidi; la retorica fiammeggiante delle assemblee rivoluzionarie dove il volume contava quanto l’argomento. E poi — come in una specie di movimento pendolare — la restaurazione della misura, del decoro, del “parlare per costruire”.
10 Dicembre 2025

Diritti umani: un testo del 1948, una domanda del presente

Era un regionale del mattino, uno di quelli dove si viaggia quasi in silenzio, con la luce obliqua che entra dal finestrino e i pensieri che ancora non hanno trovato forma. Un ragazzo scorreva il cellulare distrattamente, poi ha rallentato. “Oggi è la Giornata dei diritti umani. Che roba è?”, ha chiesto all’amico accanto. L’altro ha alzato le spalle, come si fa quando qualcosa sembra lontano e un po’ inutile. Stavo per intervenire, quando un signore anziano, seduto di fronte, ha girato la testa con calma. “Non è roba inutile,” ha detto con una voce bassa e ferma. “È il motivo per cui la vostra vita è più larga di quella che ho avuto io.” Il treno continuava ad andare, ma in quel momento sembrava essersi fermato per ascoltare.
9 Dicembre 2025

Libri, schermi e algoritmi: l’editoria italiana entra in un’altra era

Alla Nuvola dell’EUR, a Roma, la piccola e media editoria si incontra per “Più libri più liberi”. Ma il vero protagonista, nei numeri presentati da AIE, non è il libro in sé: sono i mediatori. I programmi televisivi che ancora spingono le vendite. I social network che costruiscono nuove comunità di lettura. Gli strumenti di Intelligenza Artificiale che entrano in silenzio nei flussi di lavoro delle case editrici. È il ritratto di un settore che non discute più se cambiare, ma come sopravvivere dentro un ecosistema dominato da schermi e algoritmi.
8 Dicembre 2025

Più libri, più liberi: che cosa ci dice davvero la piccola editoria italiana

Dal 4 all’8 dicembre 2025, chi entra alla Nuvola dell’Eur a Roma ha subito davanti agli occhi lo slogan: “Più libri, più liberi”. Sulle scale mobili salgono ragazzi con lo zaino, insegnanti che contano le classi, lettori che tengono in mano una lista di editori da cercare come fosse una mappa del tesoro. Dentro, cinquecentosessantanove espositori, circa settecento appuntamenti in cinque giorni, un orario pieno dalle dieci alle venti. È la Fiera nazionale della piccola e media editoria, diventata negli anni uno dei termometri più sinceri dello stato di salute del libro in Italia.
7 Dicembre 2025

Diane Arbus. La donna che ci ha insegnato a guardare senza scappare

La prima volta che ho incontrato Diane Arbus non è stata in un museo, ma in una foto che sembrava urlare e invece stava soltanto respirando: un bambino con una bomba giocattolo stretta nel pugno, gli occhi che oscillano tra sfida e fragilità. Non ho capito subito perché quella immagine mi restasse addosso. L’ho capito dopo: Arbus non fotografa le persone, fotografa il momento esatto in cui ci scopriamo vulnerabili.
6 Dicembre 2025

Il piano sbagliato della pace

Quando sbaglio piano, di solito non è mai solo il piano. Quella mattina ero in un immenso centro congressi di vetro e acciaio, in una città qualunque che avrebbe potuto essere ovunque. Di quei posti dove l’aria condizionata ha più carattere delle persone. Mi avevano convocato per un’intervista sul ruolo dei media in tempo di guerra. Cose serie, raccontate con luci gentili e domande rassicuranti. Il programma era semplice, come sempre sulla carta: ingresso, corridoio, ascensore interno, piano 7, sala “Bernini”, trucco leggero, quindici minuti in cui avrei dovuto spiegare come “la gente normale” vive le guerre dal divano di casa. Poi un caffè troppo corto e il ritorno in albergo con una vaga sensazione di inutilità dignitosa. Entro nell’ascensore interno con la mia cartellina. Fuori, un mare di roll-up, loghi di tv, registi che parlano più con le mani che con la bocca. Dentro, il solito specchio crudele e una colonna di pulsanti illuminati. Io premo 7. Almeno, ne sono convinto.
5 Dicembre 2025

L’Europa non è un’idea da abbattere

C’è un tratto che colpisce nelle ultime parole di Donald Trump sull’Europa: non è la durezza, non è la postura muscolare, non è nemmeno l’ennesima polemica sulle politiche migratorie o sulla transizione energetica. È l’ambizione di trasformare una valutazione politica in una diagnosi culturale definitiva. L’Europa, secondo la nuova National Security Strategy pubblicata a Washington, sarebbe vittima di una “erosione civilizzazionale”. Un continente che si starebbe perdendo, per colpa di scelte sbagliate e identità confuse. Il punto è che questa lettura non è neutrale. È un racconto costruito, calibrato per servire una visione del mondo molto precisa: quella di un’America che torna a chiedere fedeltà, non collaborazione; che vuole alleati obbedienti, non partner autonomi; che preferisce un’Europa litigiosa a un’Europa capace di decidere da sola
4 Dicembre 2025

Hannah Arendt

Hannah Arendt è arrivata una sera in cui non avevo nessuna voglia di parlare di politica. Ero rimasto da solo nello studio, i computer spenti, solo una lampada accesa sul tavolo. Stavo rileggendo alcune sue pagine per preparare un pezzo su “banalità del male” e algoritmi: Eichmann a Gerusalemme sullo stesso tavolo del portatile con aperto un social qualunque. Da una parte le frasi sulla burocrazia del male, dall’altra il flusso anonimo di insulti, slogan, campagne montate in serie. Mi sono alzato per prendere un altro libro, e quando mi sono voltato lei era seduta sulla sedia davanti al mio posto, come se fosse stata lì da sempre. Capelli raccolti, sigaretta tra le dita, sguardo vivo e un po’ divertito. Non aveva nulla del monumento; sembrava piuttosto una donna abituata a entrare nelle stanze di lavoro degli altri per chiedere conto di quello che ci fanno.
3 Dicembre 2025

Dove comincia una comunità

Non avevo programmato niente. Non c’è stato un momento fondativo, nessuna frase epica appuntata su un taccuino. È successo semplicemente così: qualche anno fa ho iniziato a lavorare ogni giorno dentro una cooperativa sociale di tipo B. Per chi non la conosce, una cooperativa di tipo B è una realtà che unisce lavoro e inclusione: produce beni o servizi come qualunque impresa, ma lo fa con una missione precisa — inserire nel mondo produttivo persone con disabilità o con fragilità sociali, offrendo loro un posto di lavoro vero, retribuito, stabile, con la stessa dignità degli altri lavoratori. È un modello italiano, riconosciuto dalla legge, che prova a trasformare la vulnerabilità in partecipazione. Non un laboratorio protetto: un’impresa che compete, produce, fattura, ma che mette al centro chi normalmente viene lasciato ai margini
2 Dicembre 2025

Diplomazia: la parte invisibile che tiene insieme il mondo

Per molti anni abbiamo creduto che la diplomazia fosse un patrimonio solido, quasi naturale. Una trama di gesti, rituali, linguaggi che teneva il mondo in equilibrio. Chi, come me, ha studiato quella “vecchia scuola”, conosce bene l’idea di fondo: la pace non la garantisce la forza, ma la pazienza. Non la velocità, ma la continuità dei rapporti. Non il prezzo, ma la fiducia.
1 Dicembre 2025

Come la lotta all’Aids ha cambiato anche noi

Il 1° dicembre è la Giornata mondiale contro l’Aids. Se hai qualche anno sulle spalle, la parola “Aids” ti riporta subito agli anni Ottanta: notizie cupe, funerali troppo frequenti, un virus misterioso che sembrava poter travolgere un’intera generazione. Oggi lo scenario è molto diverso. Non perché il problema sia finito, ma perché in quarant’anni la ricerca e le battaglie per i diritti hanno cambiato in profondità la storia di questa malattia – e non solo di questa.
30 Novembre 2025

Guerra e pace

Non ho mai letto Guerra e pace. L’ho sempre visto come una montagna: bellissima da lontano, irraggiungibile nei giorni in cui il tempo si sgretola in impegni, preoccupazioni, notizie di guerra che entrano nelle case senza bussare. Così ho fatto una cosa semplice, quasi infantile: ho chiesto di parlarmene a un amico che stimo. Lui non è Calvino, ma gli assomiglia in certe pause, nel modo di ragionare ad alta voce, nella cura con cui sceglie le parole. Stavamo condividendo un lungo viaggio in treno. Aveva il libro con sé e si capiva che quella copia era stato letta molte volte, magari da persone diverse, passando di mano in mano prima di finire su una bancarella ad attendere un nuovo lettore. Fuori il paesaggio cambiava lentamente, e dentro, senza rumore, lui ha iniziato a raccontarmi Tolstoj.
29 Novembre 2025

Io e la Luna

Io lo sapevo che prima o poi una sciocchezza del passato sarebbe tornata a mordermi. Non mi aspettavo però che arrivasse con il timbro dell’Agenzia Spaziale Europea. Era un pomeriggio qualunque: pioggia fine, termos del tè mezzo freddo, la posta sparsa sul tavolo come carte da poker di un giocatore stanco. Pubblicità, bollette, pubblicità, bollette, un volantino di una palestra dove promettono di “trasformarmi in un super-io”… e poi quella busta bianca, pulita, rigida. La apro pensando a una multa. Invece leggo: “Gentile signor Woody, siamo lieti di informarLa che è stato selezionato per la missione Artemis-Europa come membro civile dell’equipaggio…”.
27 Novembre 2025

La poesia è sempre politica

Eileen Myles arriva sulle pagine di un quotidiano italiano con una frase che, a leggerla oggi, sembra insieme antica e nuova: il socialismo è il futuro. Non è uno slogan. È la sintesi di una vita passata a misurare la distanza tra ciò che una società promette e ciò che consegna. L’intervista pubblicata da La Stampa restituisce questa voce senza filtri, nella sua nudità migliore: la poesia come lingua politica, la vulnerabilità come strumento di conoscenza, il corpo queer come sismografo dell’America.
26 Novembre 2025

Il filo invisibile che unisce le persone

La discussione sulla cultura torna sempre allo stesso punto. Ogni volta che una città inaugura un museo ristrutturato, ogni volta che un festival chiede sostegno pubblico, ogni volta che un ente locale prova a dare un senso alla parola “promozione”, il discorso rimbalza su un’unica metrica: quanto produce in termini economici. Quanti biglietti, quante presenze, quale indotto. È un riflesso quasi automatico. Eppure è proprio questo riflesso che sta consumando l’idea stessa di cultura. Non la difende, la restringe. La spinge a imitare un linguaggio che non le appartiene, quello dell’industria.
25 Novembre 2025

Elsa Morante

Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ma è anche il giorno in cui, nel 1985, è morta Elsa Morante, l’autrice de “La Storia”, quella che più di altre ha messo nero su bianco la vulnerabilità dei corpi e la violenza muta della Storia. Stasera, sulla scrivania ho gli appunti che ho utilizzato per l'articolo sulle sorelle Mirabal, e una vecchia copia stropicciata de “La Storia”, aperta proprio sulle pagine dedicate a Ida. Sto cercando un modo per tenere insieme questi due piani, la cronaca e la letteratura, quando qualcuno bussa. Un colpo secco, antico, come sulle porte di legno. Alzo gli occhi e la vedo lì. Cappotto scuro, foulard, sguardo che non ha bisogno di presentazioni. «Signora Morante?» Sorride appena, come chi non ha tempo da perdere con lo stupore altrui. «Mi ha chiamata lei» dice. «O almeno, ha pensato a me forte abbastanza da costringermi a venire.»
25 Novembre 2025

Le farfalle non muoiono

Le sorelle Mirabal viaggiano su una strada di montagna, nella Repubblica Dominicana del 1960. L’aria è già buia, il motore della jeep tossisce ad ogni curva, e per un attimo sembra quasi una di quelle sere in cui tutto può ancora cambiare. Ma loro no, loro non cambieranno direzione. Vanno a trovare i mariti in carcere, perché qualcuno deve pur ricordare ai potenti che ogni prigione produce sempre un soprassalto di dignità. Le chiamano “las mariposas”, le farfalle.
23 Novembre 2025

Quando la Terra chiede attenzione

La COP30 di Belém si è presentata da subito come un passaggio importante, non tanto perché promettesse svolte storiche, ma perché metteva molti Paesi davanti alla domanda più semplice e più difficile: quanto siamo davvero disposti a cambiare? Belém non ha il tono trionfale di altre conferenze e forse, proprio per questo, aiuta a vedere meglio le differenze di sensibilità tra gli Stati, ciò che ognuno porta con sé e ciò che ognuno teme di perdere.
22 Novembre 2025

Il discorso del Presidente

Io continuo a ripeterlo: non ho il fisico per le responsabilità. Neanche per quelle piccole, tipo scegliere tra latte intero o scremato. Ogni volta che qualcuno mi affida qualcosa, anche una cosa banale, io entro in uno stato di crisi spirituale degno di un monaco tibetano che ha perso il libretto delle istruzioni dell’universo. Eppure, quella notte, sembrava andare tutto nella solita, prevedibile disfunzione. Ero rimasto sveglio per colpa della mia moka. Ha settant’anni, la stessa età di molte delle mie insicurezze, e da un po’ fa quel rumore metallico che somiglia al pianto sommesso di uno che chiede di andare in pensione ma nessuno lo ascolta. Io, con la delicatezza psicologica di un diplomato all’Accademia dei Malintesi, le stavo parlando come se fosse un animale ferito. «Dai, piccola. Fammi questo favore. Solo un caffè decente, e poi ti lascio in pace per due ore.» È stato allora che il telefono ha vibrato. “White House.Washington, D.C.”
20 Novembre 2025

I simboli che tornano

Capita ogni tanto che una notizia lontana ci colpisca più del previsto. Succede quando non parla davvero di un Paese straniero, ma di noi. È il caso della decisione della Guardia costiera americana di “declassare” la svastica e il cappio da simboli d’odio a semplici simboli “divisivi”. Un’aggiustatina lessicale, dicono. E invece no. Perché ci ricorda, con un brivido corto, quanto siamo diventati indulgenti verso segni che dovrebbero restare fuori da ogni spazio comune.
19 Novembre 2025

Quando la tv non urla

Cosa fanno i canali culturali indipendenti che funzionano davvero? In Italia ci ripetiamo che con la cultura non si fa audience. Fuori dall’Italia, intanto, ci sono canali televisivi e piattaforme che vivono solo di cultura. Alcuni sono pubblici, altri privati, altri ancora sono servizi digitali puri. Tutti hanno una cosa in comune: una linea editoriale chiara e una coerenza feroce. L’ipotesi è semplice: Canale Cultura non è un vezzo romantico. È un progetto che, in piccolo, entra nella stessa famiglia di queste esperienze. Guardarle da vicino serve per capire cosa imitare e cosa evitare.
18 Novembre 2025

Fascismo, post e memoria

Fuori, in molte città, le sinagoghe preparavano le candele per ricordare la Notte dei cristalli. Dentro lo schermo del telefono, un generale diventato vicesegretario di partito decideva che era il momento giusto per dare «ripetizioni di storia» a chi – secondo lui – l’ha studiata «sui manuali del Pd». Il generale è Roberto Vannacci, eurodeputato e da qualche mese uno dei quattro vice di Salvini. Il post è quello che ormai conosciamo: Mussolini «terzo deputato più votato d’Italia», la marcia su Roma che «non fu un colpo di Stato ma poco più di una manifestazione di piazza» (citazione dello storico Francesco Perfetti), il fascismo che «almeno fino alla metà degli anni Trenta» avrebbe esercitato il potere «attraverso gli strumenti previsti dallo Statuto Albertino», le leggi – «fino alle stesse leggi del 1938» – approvate dal Parlamento e promulgate dal re.
17 Novembre 2025

L’Italia che si affida agli opinionisti: perché li ascoltiamo, cosa ci fanno credere

Capita a tutti: si accende un talk show, si scorre un podcast di “politica”, si apre il giornale online, e l’illusione è immediata. “Mi sto informando”, pensiamo. Ma siamo sicuri che sia così? La domanda la pone con lucidità Filippo Riscica nel suo lungo articolo su Appunti, dove smonta con calma una certezza molto italiana: che ascoltare gli opinionisti equivalga a capire i fatti. Non è così. E non è una questione di fake news o di propaganda: è qualcosa di più profondo e più civile. È l’idea semplice – quasi innocente – che il volto noto coincida con la competenza, che la notorietà sostituisca il metodo, che chi parla “bene” possa parlare di tutto.
16 Novembre 2025

Lee Miller. Dal set di moda a inviata di guerra

Lee Miller è passata dall’essere “immagine” perfetta sulle copertine di Vogue a diventare uno degli sguardi più spietati e necessari sulla Seconda guerra mondiale. In mezzo ci sono un trauma infantile, il surrealismo, la moda, la guerra, il silenzio e – molto tardi – un archivio riaperto dal figlio. Questo pezzo della serie Fotografe prova a tenerli insieme: la bellezza e l’orrore, lo sguardo costruito della moda e quello, quasi insostenibile, dei campi liberati.
15 Novembre 2025

Nietzsche in metropolitana

Io la metropolitana non l’ho mai capita. Scendi sottoterra di tua volontà, ti chiudi in un tubo con sconosciuti che sudano ansia, e lo chiami “mobilità sostenibile”. Ma è economica. E i giorni di pioggia ti ci spingono dentro come un proiettile umido. Quella mattina ero sulla banchina, odore di freni e cappotti bagnati. Il tabellone diceva: 3 minuti. In metro, tre minuti non sono tempo: sono una speranza teologica. Alle pareti i soliti manifesti: “DIVENTA LA VERSIONE MIGLIORE DI TE STESSO”, “SUPERA TE STESSO”, “VOGLIA DI VIVERE IN UNA CAPSULA”. Ho pensato: se Nietzsche avesse preso la metro, a questo punto avrebbe morsicato il binario.
13 Novembre 2025

Guardate

Quando gli Alleati liberano Buchenwald, Dachau, Mauthausen, non si limitano a entrare. Registrano. Seguono un ordine preciso: filmare ogni angolo, ogni dettaglio. I soldati non sono preparati a quello che trovano, ma le cineprese sì: lavorano in silenzio, senza tremare. Il risultato è un film che non vuole commuovere, non vuole convincere, non vuole raccontare. Vuole soltanto dire: è accaduto. Si chiama Nazi Concentration Camps. Dura poco più di un’ora. È talmente diretto da sembrare un’autopsia. Ed è proprio questo che lo rende inaggirabile
12 Novembre 2025

Serve una scuola di politica?

A volte mi chiedo se, di fronte allo spettacolo offerto da chi ci rappresenta, non sia sempre più necessario creare scuole di politica. Non scuole di partito, non accademie per funzionari, ma luoghi in cui chi desidera dedicarsi alla cosa pubblica possa acquisire strumenti, linguaggio e metodo. La domanda sembra teorica, ma non lo è: ogni volta che qualcuno decide di esporsi, la sente addosso — da dove comincio?
11 Novembre 2025

Cultura e guerra: quando i libri diventano scudi o bersagli

Che cosa si prova a vedere una biblioteca in fiamme? Non è solo carta che brucia: è un futuro che si accorcia. Perché in guerra i libri diventano, insieme, il bersaglio da colpire e lo scudo da difendere? I libri sono infrastrutture di continuità. In tempo di pace custodiscono memoria e possibilità; in tempo di guerra segnano il confine tra un popolo che resiste e uno che smarrisce la propria voce. Per questo vengono bruciati. Per questo vengono salvati a rischio della vita.
10 Novembre 2025

Quando i manager giurano: storia e politica di un gesto inatteso

Il giuramento militare dei dirigenti della Silicon Valley ha fatto il giro del mondo. Quartier generale dell’Esercito USA, giugno 2025: quattro figure centrali dell’innovazione digitale prestano servizio come tenenti colonnelli della Army Reserve, arruolati nel nuovo Executive Innovation Corps. Molti hanno letto la foto come una svolta epocale: “I capi della tecnologia sotto il comando diretto del Presidente”. In realtà, il quadro istituzionale è meno drammatico e più interessante. Vale la pena ricostruirlo.
9 Novembre 2025

Zanele Muholi — Autoritratto come contro-archivio del potere

Che cosa ci colpisce di più: la bellezza formale o la carica politica? La verità è che, con Muholi, le due cose non si separano. L’immagine è l’argomento. Il volto è l’archivio. E l’archivio, finalmente, cambia padrone.
8 Novembre 2025

Dialogo sull’ansia e altre forme di vita

Non ho mai amato Las Vegas. Mi avevano invitato a tenere una conferenza dal titolo “Come sopravvivere all’ansia in tempi di ottimismo forzato” — roba che fa sembrare i manuali di autoaiuto romanzi di guerra. Ho accettato per due motivi: uno, pagano; due, il buffet prometteva tre tipi di cheesecake.
7 Novembre 2025

Mahatma Gandhi

Binari vuoti, fine pomeriggio. Il tabellone sfarfalla nomi di città lontane. Sto scrivendo una domanda che non ho il coraggio di pronunciare: a che serve la non-violenza quando il mondo ruggisce? Qualcuno si siede accanto, leggero come un fruscio. Il profilo è inconfondibile. «Non hai bisogno di cercarmi» dice. «Ti ho sentito pensare.»
6 Novembre 2025

L’altra voce dello scrittore

C’è un mestiere, nell’ombra, che tiene in vita le parole degli altri. È quello del traduttore letterario: artigiano della voce, interprete di mondi. In Italia, più che altrove, la traduzione è stata una forma di educazione sentimentale della lingua. Senza di loro, non avremmo né Hemingway né Faulkner, né Kafka né Woolf. Ma, soprattutto, non avremmo la lingua che li ha accolti.
5 Novembre 2025

Dai “cavalli di razza” ai leader-piattaforma

I "cavalli di razza” della Prima Repubblica nascevano dentro partiti-scuola, in tempi lenti e densi. Oggi i leader si formano nei feed e nelle arene mediatiche. Non è un declino, ma una mutazione del mestiere politico e dei suoi incentivi. Capire il meccanismo è già un atto civile.
4 Novembre 2025

4 novembre: quando tacquero i cannoni

Non ci fu un grido, né una fanfara. Solo un silenzio che tagliava l’aria, improvviso come una dimenticanza. Un soldato si svegliò di soprassalto perché mancava qualcosa. Il rombo continuo, il tuono dei cannoni, i colpi brevi che avevano scandito la vita per anni. Niente. Restavano il fumo fermo, l’odore di ferro e la sensazione, difficile da nominare, di essere vivi. Il 4 novembre 1918 non fu un giorno di festa. Fu il giorno in cui il rumore finì.
4 Novembre 2025

Educare è accendere l’umano

Una classe alle otto del mattino è un luogo fragile. L’aria sa di corridoi lucidi, cartelloni appesi e voci stanche. I ragazzi entrano uno alla volta, qualcuno ride, qualcuno guarda in basso. In cattedra, un insegnante apre un libro. In quel momento può scegliere: versare nozioni come acqua in un vaso, oppure accendere una scintilla. Vito Mancuso lo chiama così: “educare è accendere l’umano”. Non è uno slogan poetico: è un cambio di prospettiva. Istruire è riempire; educare è accendere.
3 Novembre 2025

Lisetta Carmi

La fotografia, per Lisetta Carmi, è stata un fuoco breve (1960–1978) che ha cambiato il nostro modo di guardare il lavoro, i corpi e le periferie morali d’Italia. Il resto della sua vita spiega quel fuoco: musica prima, spiritualità poi.
2 Novembre 2025

Pier Paolo Pasolini. Io non ho mai voluto piacere

Non serve parlare di me. Non serve ricordare il giorno in cui mi hanno ucciso. È già tutto scritto in quel corpo sulla sabbia, in quella luce sporca di novembre. Se volete capire, guardate dove è accaduto. Lì, non nei salotti. Io ho vissuto tra i corpi veri. Non quelli lucidati dalle réclame, ma quelli con le ossa sporgenti, con l’odore addosso. Le borgate non erano uno sfondo romantico. Erano un Paese che non voleva guardarsi allo specchio. Io non li ho “rappresentati”. Ho solo ascoltato.
1 Novembre 2025

Consegna a mano

Pioveva sottile. Non quella pioggia romantica da cinema francese. No, quella appiccicosa che si infila nei risvolti del cappotto. Il cinema sembrava un rifugio. Halloween, Bergman, silenzio: il mio piano perfetto. La sala era un circo gotico. Mantelli, maschere, sangue finto a ettolitri. Mi siedo. E poi vedo la falce.
31 Ottobre 2025

La bellezza pretende coraggio

"A volte viene da pensare che noi, italiani contemporanei, siamo eredi un po’ scriteriati, incapaci non solo di valorizzare ma anche di prenderci cura di ciò che abbiamo ereditato. E tuttavia, il legame tra l’Italia e la bellezza persiste"
29 Ottobre 2025

Un voto di scarto (il valore delle maggioranze sottili)

C’è un momento, alla fine di ogni conteggio, in cui l’aria cambia. La sala è piena ma il rumore si ferma. Le schede sono state lette, le mani hanno contato, il presidente alza lo sguardo: “Approvato”. A volte basta una parola, a volte basta un numero che supera l’altro di uno. Non sembra molto, eppure sposta destini. Un voto di scarto è una soglia attraversata: la stessa stanza, un attimo prima, diceva “no”; un attimo dopo, dice “sì”.
28 Ottobre 2025

Mappe della memoria — La memoria civica

Una foto trovata in soffitta. Un giornalino parrocchiale. Il volantino di una fabbrica, una cassetta con dialetti dimenticati. Nessun algoritmo le riterrà “virali”. Eppure sono cerniere di identità. La memoria civica vive qui: nelle mani di chi sente che un pezzo di storia comune rischia di sparire.
27 Ottobre 2025

Bambini al Timone. Quando il gioco diventa una promessa mantenuta

Novara, 27 ottobre 2025. Una porta si apre e l’aria sa di vernice fresca e accoglienza. Il pavimento invita a piedi piccoli, le luci sono gentili, le mani degli adulti cercano altre mani. C’è un silenzio che non è vuoto: è attesa. Oggi la città consegna ai suoi bambini un luogo che dice, senza proclami: qui si cresce giocando, e nessuno resta fuori.
27 Ottobre 2025

Mappe della memoria — La memoria privata

Non serve un archivio polveroso per scrivere la storia. Oggi basta una piattaforma. Una manciata di grandi aziende tecnologiche — Meta, Google, Amazon, Apple, TikTok e poche altre — custodiscono una porzione immensa della memoria collettiva contemporanea. Non lo fanno per missione pubblica: lo fanno perché conviene. E proprio qui si apre la faglia.
26 Ottobre 2025

Mappe della memoria — Il presidio pubblico

C’è un tempo in cui la memoria non è un sentimento: è un dovere civile. È quel che accade nei luoghi dove si archivia per mestiere — biblioteche, archivi di Stato, teche radiotelevisive, centri di documentazione. Non sempre sono luoghi scintillanti. Molti sono cantine o palazzi ottocenteschi dove la temperatura è controllata con cura monastica e il personale si muove tra scaffali infiniti. Ma sono loro, silenziosi e lenti, a garantire che almeno una parte di ciò che produciamo non svanisca.
25 Ottobre 2025

Economia dei legami

Che cosa succede quando un euro di utile non va al dividendo ma torna nel quartiere, nella scuola, nel lavoro di chi fa più fatica? La cooperazione sociale è un dispositivo che trasforma margini economici in beni relazionali durevoli. Non beneficenza: ingegneria istituzionale.
25 Ottobre 2025

Che…?

La stazione di servizio sembrava un acquario senz’acqua: vetri sporchi, una pianta agonizzante, il sole che si divertiva a friggere le ombre. Io ero lì per gonfiare una ruota di pensieri, niente di grave, solo quella pressione bassa che viene quando leggi i giornali. Poi ho sentito il rumore. Non un rombo: una specie di tosse meccanica ostinata, come se un frigorifero avesse deciso di sognare l’oceano.
23 Ottobre 2025

Gianni Rodari

Omegna, mattino lattiginoso sul lago. In una classe vuota del vecchio edificio comunale c’è gesso nell’aria e un odore di legno bagnato. Appoggio taccuino e penna sul banco. La porta si apre senza rumore: entra un uomo minuto, cappotto scuro, occhi che sorridono prima della bocca. Prende il gessetto, scrive “fantasia”, poi si volta: «Cominciamo? Ma lei non mi interroghi: interroghiamo il mondo».
23 Ottobre 2025

Dorothee Elmiger. La letteratura che non consola

Ogni tanto, in mezzo a una Buchmesse affollata di cataloghi, sorrisi forzati e storytelling industriale, succede qualcosa che sposta l’aria. Non serve un applauso. Basta un nome pronunciato sottovoce con rispetto. Quest’anno quel nome è Dorothee Elmiger. Chi è, per chi non l’avesse ancora incrociata: una scrittrice svizzera, poco più che quarantenne, che scrive come se la lingua fosse materia viva e pericolosa. Non “racconta storie” nel senso comodo del termine. Costruisce paesaggi di domande. E questo, oggi, è già un atto politico.
22 Ottobre 2025

La gentilezza è l’atto più politico che ci è rimasto

C’è una frase di Mattia Torre che non smette di lavorare dentro: “La gentilezza è l’atto più politico che ci è rimasto.” Detta così, sembra una carezza. In realtà è una lama affilata. Perché Torre non parlava di buone maniere, ma di potere. La gentilezza, quando tutto si incattivisce, non è un gesto neutro. È un atto di resistenza.
21 Ottobre 2025

Buchmesse – Cosa ci portiamo a casa

Si chiude una settimana che ha rimesso al centro due cose: la voce degli autori e la trasformazione dei contenuti (libro → schermo, audio, giochi). Cornice chiara: fiera in crescita e molto internazionale.
20 Ottobre 2025

L’Archivio segreto del Vaticano

L’Archivio segreto del Vaticano. Basta pronunciare il nome per evocare stanze buie, pergamene maledette, cardinali che tramano. È un nome che sembra uscito da un romanzo di Dan Brown. In realtà, dietro quella parola “segreto” non c’è nessuna cospirazione. C’è un equivoco linguistico. Secretum, in latino, significa semplicemente “privato”. L’Archivio non era nascosto ai nemici della cristianità, ma riservato al Papa. Un luogo dove custodire la memoria della Chiesa e, di riflesso, una fetta importante della storia europea.
18 Ottobre 2025

Buchmesse – Kids/Scuola. Parlare ai ragazzi senza raccontarsi favole

Nel padiglione ragazzi senti subito due forze che tirano in direzioni opposte: la voglia adulta di proteggere e la necessità di dire il mondo com’è. In mezzo ci siamo noi, con libri che devono essere ponte e non recinto. Qui si capisce se un progetto per la scuola è vivo: non perché semplifica, ma perché rende dicibile la complessità.
18 Ottobre 2025

Un pomeriggio con Groucho

Il portiere mi disse che il teatro era chiuso. Io dissi che anch’io, in fondo, ero chiuso, ma avevo la chiave sbagliata. Mi fece entrare lo stesso. Nel corridoio dei camerini, odore di cipria e sigaro, si sentiva una risata di metronomo: ta–ta–ta, come se l’orologio ridacchiasse. Bussai. La porta si aprì quel tanto che basta a far passare un sopracciglio. «Cercavo il signor Marx.» «Se cerchi il capitale, hai sbagliato secolo. Se cerchi Groucho, entra. Ma sappi che non accetto resi sulle delusioni.»
17 Ottobre 2025

Buchmesse – Book-to-Screen. Quando la carta chiede allo schermo di non tradirla

C’è un corridoio, in fiera, dove la carta cambia stato. Non è Hollywood: sono tavoli, calendari, caselle di posta che si aprono. Qui capisci in un’ora se la tua storia può camminare su uno schermo senza perdere l’anima. Non basta “piacere”. Serve metodo.
17 Ottobre 2025

Buchmesse – Libertà e censura

In fiera lo capisci subito: la libertà non è un manifesto appeso all’ingresso, è una pratica minuta. Sta nel modo in cui un editore presenta un libro scomodo, nel coraggio di un bibliotecario che lo rimette a scaffale, nella maestra che sceglie di leggerlo in classe. E sta anche nel silenzio con cui, a volte, si toglie di mezzo un titolo “per non avere problemi”. La censura non sempre urla. Spesso sussurra.
15 Ottobre 2025

Buchmesse – Manuale di sopravvivenza per visitatori esigenti.

La domanda è semplice: cosa ci faccio qui, oggi? La risposta non è “vedere tutto”. È ascoltare bene e tornare a casa con tre idee chiare. La Buchmesse di quest’anno ha un asse netto: libertà di espressione sotto pressione e il salto dell’editoria verso schermi e audio. Non è un talk-show: è un mercato che osserva il mondo e decide dove mettere lavoro, soldi, tempo. Il resto è rumore di fondo.
15 Ottobre 2025

Bambini dopo la guerra: come non lasciarli alla vendetta

Non so chi mi ha fatto più paura, negli anni: le macerie o il dopo. Le macerie si spalano. Il dopo ti entra nei polmoni e ci resta. La domanda è semplice e spietata: come aiutare i bambini che hanno visto la guerra — Gaza, Ucraina, ogni guerra — a non diventare adulti nutriti di rancore?
14 Ottobre 2025

Il giorno in cui qualcuno disse no

Un giorno d’autunno del 1943,  il 14 ottobre, in Polonia, dentro un campo di sterminio dove quasi nessuno usciva vivo, accadde l’impensabile. Due uomini — Leon Feldhendler, ebreo polacco, e Aleksandr “Sasha” Pečerskij, ufficiale sovietico — decisero che era meglio morire provando a fuggire che restare lì ad aspettare. Non avevano armi. Non avevano un esercito. Avevano solo un piano fragile, costruito con pochi compagni, tra sguardi rapidi e frasi sussurrate.
13 Ottobre 2025

Quando la canzone diventò letteratura

C’è un momento in cui l’aria cambia. Ottobre 2016: il Nobel per la Letteratura va a Bob Dylan. Un fulmine. Non perché Dylan “non sia letteratura”, ma perché nessuno aveva osato dirlo così, davanti al mondo. L’Accademia svedese apre una porta che sembrava murata: la poesia cantata entra dalla porta principale. E lo fa senza chiedere permesso.
12 Ottobre 2025

Io e Diane

Quella sera andai al cinema per vedere un film di Woody Allen. Il mio mito. La sua ironia, la sua nevrosi, quella New York nervosa e brillante che sembrava fatta apposta per chi non riesce mai a sentirsi davvero al posto giusto. Sedetti in sala per lui. Ma uscii pensando a lei. Diane Keaton. Fu una sorpresa netta, quasi uno spostamento di asse. Mi resi conto, a metà film, che non stavo più seguendo Woody. Lo guardavo solo attraverso i suoi occhi, quelli di Annie. E capii che senza di lei quella storia non avrebbe avuto lo stesso battito.
12 Ottobre 2025

Vivian Maier: la fotografa che non cercava nessuno (e che ci ha trovati tutti)

Che cosa ci ha colpito di più: le sue fotografie o la favola del ritrovamento? La verità è che le due cose si tengono. Da una parte c’è l’asta di scatoloni abbandonati, i negativi finiti per poche centinaia di dollari nelle mani giuste, il passaparola fino ai musei. Dall’altra c’è lo sguardo di una donna che ha camminato per anni tra New York e Chicago con una Rolleiflex al petto, senza chiedere attenzione, senza chiedere permesso, eppure restituendo dignità a tutti.
12 Ottobre 2025

Terra piatta, scie chimiche, vaccini: anatomia del complotto ai tempi dei social

I social non inventano il complottismo, ma lo rendono performativo, monetizzabile e auto-rigenerante. La novità non è l’idea stramba in sé: è l’ecosistema che la nutre.
12 Ottobre 2025

Creazionismo, un’idea moderna travestita da antica

Il creazionismo non cresce perché l’America “torna indietro”, ma perché un pezzo di società usa un racconto originario per difendere identità, scuole e potere locale. È una storia politica prima che teologica.
11 Ottobre 2025

Avvocato del diavolo

Il mio agente ha detto: “Oslo. Missione nobile.” Io: “Pagano?” Lui: “Sono nordici.” “E che devo fare?” “Perorare una causa impopolare con garbo. Vai lì e chiedi ai signori della Pace perché Rump non è il loro prescelto. Porti tre argomenti. Ti farai voler bene da nessuno. Perfetto per te.”
11 Ottobre 2025

Lawrence d’Arabia

Deserto al crepuscolo. La luce cade a strisce, come se il sole, stanco, lasciasse appunti sulla sabbia. La tenda è bassa, le corde tese, un braciere spento. L’aria sa di metallo e cuoio. Sento il passo del cavallo prima di vederlo. Non entra: sposta il telo con due dita e resta mezzo fuori, profilo tagliato come una lama. Niente divisa, niente pose. Solo un uomo magro, gli occhi chiari che guardano lontano e poi tornano su di me, come se mi ricordasse. È lui a cercarmi. Non per rievocare. Per rendere conto.
7 Ottobre 2025

In ricordo di Jane Goodall

Una ragazza con un taccuino, ferma. Davanti a lei, un frammento di foresta che respira. Non spiega, non forza, non interrompe. Ascolta. Da quella semplice postura—stare e guardare—è nata una delle rivoluzioni culturali più pacate e decisive del Novecento: l’idea che conoscere significhi prima di tutto lasciare che l’altro, perfino quando è uno scimpanzé, si racconti.
6 Ottobre 2025

“Grazie” non è una parola debole

Sai cosa colpisce? Che in un’epoca in cui tutti gridano la propria libertà, ci sia ancora qualcuno disposto a rischiarla per gli altri. Le persone della Sumud Flotilla, e chi è sceso in piazza pacificamente, non hanno fatto un gesto romantico. Hanno ricordato che la solidarietà non è un sentimento, è un’azione.
4 Ottobre 2025

Francesco d’Assisi

Porziuncola, tardo pomeriggio. L’aria sa di legno e di terra bagnata. Le campane tagliano la luce. Entro per ripararmi da un breve scroscio. Quando gli occhi si abituano al buio, è già lì. Scalzo, il saio consumato, il viso più giovane di quanto dica la storia. Non mi lascia iniziare: mi fa segno di sedere a terra, vicino. “Parliamo semplice.” È lui a cercarmi.
4 Ottobre 2025

Il ponte, la sciarpa e il selfie

Il mio agente mi ha mandato un messaggio con solo due parole: “tasse” e “cachet”. Ha aggiunto un’emoji col cappellino da festa, che ho letto come: “non è arte, ma paga l’idraulico”. L’accordo era semplice: un politico italiano — famoso in Italia, praticamente anonimo altrove — desiderava un’intervista con me. Niente televisione, niente giornali. Voleva pubblicarla sui suoi social, insieme a un selfie “storico” con Woody. Io dovevo fare domande serie su tre temi “di fondo”: i ponti, il Milan, i selfie. In questo ordine, come se fossero i tre atti di una tragedia o tre portate di un fast food.
4 Ottobre 2025

Letizia Battaglia

È lei che mi cerca. Non il contrario. Mi trova nella luce verticale di Palermo, una mattina che sa di mare e di gesso. Cammina svelta. Non saluta. Si mette di lato, controluce, come una figura che rifiuta la posa. “Allora, che vuoi sapere?” Non è una domanda gentile: è un invito a non perdere tempo.
4 Ottobre 2025

Ha fallito anche l’ONU?

All’inizio c’è sempre una stanza. A Ginevra, nel 1919, le sedie sono in fila perfetta: la Società delle Nazioni immagina un mondo nuovo dopo le trincee. A San Francisco, nel 1945, le sedie sono più robuste: nascono le Nazioni Unite, con un’idea semplice e ambiziosa—fermare le guerre grandi con un minimo di regole e un massimo di realismo. La domanda di oggi è brusca: ha fallito anche l’ONU?
4 Ottobre 2025

Dorothea Lange. Quando la finestra non basta

Prima la vedi dall’alto, dietro un vetro. Studio da ritrattista a San Francisco, luce morbida, fondali di seta, clienti ben pettinati. Poi lo sguardo scivola fuori: cappelli logori, mani in tasca, uomini in fila ad aspettare un lavoro qualunque. Non una scena. Un urlo muto. In quell’istante Dorothea capisce che la fotografia, se resta chiusa in studio, mente. Esce. Cammina con la sua gamba ferita dalla poliomielite. Scatta “White Angel Breadline”. Non consola. Accusa.
2 Ottobre 2025

Gerda Taro. Una vita breve, una rivoluzione lunga.

Brunete, 26 luglio 1937. Polvere, urla, sole verticale. Un carro armato repubblicano fa retromarcia nella confusione. Taro è lì, macchina bassa, mezzo passo oltre la linea sicura. Scatta ancora. Poi il metallo la prende di lato. Ventisei anni. Fine del rullo, non della storia.
28 Settembre 2025

Le Giornate Europee del Patrimonio: un rito civile che ci riguarda

Le Giornate Europee del Patrimonio non sono “la domenica al museo”, ma una prova generale di cittadinanza culturale: aprono porte, saldano memoria e futuro, misurano quanto davvero teniamo alla nostra casa comune.
27 Settembre 2025

Che fine hanno fatto gli atlanti?

Atlanti geografici e storici non erano solo libri: erano finestre da aprire per viaggiare con il dito sulle mappe. Oggi il digitale li ha sostituiti, ma la loro lentezza resta insostituibile.
27 Settembre 2025

Quando sostituii mio cugino Isaac alle scale mobili (e al teleprompter) dell’ONU

Il giorno in cui ho sostituito mio cugino Isaac alle scale mobili e al teleprompter dell’ONU ho visto come un secondo possa cambiare la temperatura di un discorso: scala ferma, prompter in freeze e un “big trouble” che fa il giro del mondo.
26 Settembre 2025

Vestirsi di Stato

Prima di parlare, un leader si veste. Prima della voce, arriva il colore. È un gesto antico: mettere addosso un’idea e farla vedere da lontano. Nelle epoche senza microfoni, il potere si riconosceva dalla stoffa e dalla tinta: porpora per chi poteva permettersi un pigmento raro, nero o bruno per chi voleva mostrarsi corpo di milizia, bianco per chi rivendicava purezza e diritti, come le suffragette nelle piazze di inizio Novecento. L’abito, insomma, non è un accessorio del discorso: è il discorso che comincia.
25 Settembre 2025

Buono e bello: un’unica parola (e un’economia possibile)

Nel greco dei classici, kalós significa insieme “bello” e “buono”. Da quell’unità nasce un’idea operativa: la bellezza come comportamento che genera valore. Non cosmesi, ma pratica quotidiana: cura, misura, manutenzione, apprendistato. È qui che l’estetica incontra l’etica e diventa economia.
24 Settembre 2025

Quando un presidente USA parla al mondo: l’ONU come specchio (e grimaldello)

L’immagine è sempre la stessa: il podio di legno, il blu profondo alle spalle, l’eco nelle cuffie dei traduttori. Lì, dal 1953, i presidenti degli Stati Uniti si sono rivolti non solo “al mondo”, ma — più spesso — alla propria opinione pubblica usando il mondo come platea. È uno degli usi più rivelatori dell’ONU: palcoscenico universale, ma anche strumento domestico.
23 Settembre 2025

Cooperative di comunità: quando i cittadini diventano impresa (e il luogo torna a vivere)

Cominciamo da un’immagine semplice: tetti assolati, pannelli fotovoltaici e settantuno persone che decidono di metterci la faccia, una quota e un po’ di tempo. È il 2011, Melpignano, Salento. Da quell’atto collettivo, apparentemente minimo, si innesca un circuito virtuoso: l’energia prodotta non diventa solo bollette più leggere, ma borse di studio, verde curato, doposcuola, agricoltura sociale. In breve: servizi di prossimità che restituiscono al paese il suono della vita quotidiana. È la fotografia di cosa intendiamo quando diciamo “cooperativa di comunità”: cittadini che smettono di essere semplici utenti e si organizzano come impresa civica per custodire e rigenerare un luogo.
21 Settembre 2025

Se salta la luce a Vilnius

Certe storie si leggono come un thriller: una notte di blackout a Vilnius, ospedali a generatori, traffico in tilt, sirene. È la scena d’apertura che molti chiamerebbero “apocalittica”. A noi interessa per un altro motivo: gli scenari estremi sono stress test, non profezie. Servono a misurare tempi, coesione e logistica di un’alleanza quando la realtà decide di correre più veloce della politica.
19 Settembre 2025

Spiegano o prevedono? Guida rapida agli analisti di geopolitica

Gli analisti vanno di moda. Ma quanto prevedono davvero? Dalle mappe di Limes alle “pagelle dei rischi” di Eurasia Group, fino ai tornei di previsione di Tetlock: una guida pratica per capire metodi, limiti e utilità — con Trump 2025 come stress test.
16 Settembre 2025

Perché il nazismo e il fascismo restano i soggetti più letti e raccontati della storia?

Dal fascino del male alla forza dei simboli, fino alla semplicità narrativa che li rende materia di consumo, questi regimi continuano a dominare librerie e schermi. Ma il rischio è trasformare la memoria in routine, dimenticando il resto della storia.
10 Settembre 2025

Umanisti e scienziati: un falso duello

Da Archimede a Galileo, da Croce a Snow: la contrapposizione tra umanisti e scienziati sembra eterna. Ma il nostro tempo, dove poesia ed etica devono dialogare con dati e algoritmi, ci invita a superare lo steccato. Forse le “due culture” sono sempre state, in realtà, una sola.
8 Settembre 2025

Radici smarrite: la memoria familiare che rischiamo di perdere

Quanti di noi saprebbero dire cosa facevano i propri bisnonni, dove vissero, che vita condussero? Non parliamo dei nonni – che spesso ricordiamo ancora attraverso racconti diretti, fotografie, abitudini – ma di quella generazione più indietro, la cui memoria si perde in un cono d’ombra. I bisnonni, in media, sono nati tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Hanno attraversato guerre, emigrazioni, cambiamenti epocali. Eppure, nella maggior parte delle famiglie italiane, sono figure sbiadite, ridotte a nomi scritti in qualche registro parrocchiale o a poche foto in bianco e nero incollate in album dal cartoncino spesso.
7 Settembre 2025

Consiglio d’Europa: la casa comune che nasce dalle macerie

Quanti di noi saprebbero dire cosa facevano i propri bisnonni, dove vissero, che vita condussero? Non parliamo dei nonni – che spesso ricordiamo ancora attraverso racconti diretti, fotografie, abitudini – ma di quella generazione più indietro, la cui memoria si perde in un cono d’ombra. I bisnonni, in media, sono nati tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Hanno attraversato guerre, emigrazioni, cambiamenti epocali. Eppure, nella maggior parte delle famiglie italiane, sono figure sbiadite, ridotte a nomi scritti in qualche registro parrocchiale o a poche foto in bianco e nero incollate in album dal cartoncino spesso.
7 Settembre 2025

Festival dei Sensi: un laboratorio del tempo in Valle d’Itria

Il Festival dei Sensi è diventato, negli anni, un piccolo classico dell’estate pugliese. Chi lo ha vissuto conserva il ricordo come di una parentesi rarefatta, dove il sapere incontra la bellezza e ne esce trasformato. Per chi non c’era, restano foto, video e parole che continuano a circolare in rete: frammenti che invitano già a prepararsi alla prossima occasione.
4 Settembre 2025

Metterci la faccia

Sono Armando Lorenzini, il fondatore e direttore editoriale di Canale Cultura – e sì, ci metto la faccia. Ho passato la vita tra comunicazione, editoria e produzione. Ho imparato che il lavoro ben fatto non ha bisogno di clamore, ma di costanza, trasparenza e rispetto delle persone. Oggi ho deciso di mettermi in gioco in prima persona: non solo dietro le quinte, ma davanti al pubblico, come guida e narratore dei progetti di Canale Cultura.
4 Settembre 2025

Metodo o racconto? La “geopolitica umana” di Dario Fabbri alla prova del dibattito pubblico

Negli ultimi anni il nome di Dario Fabbri è diventato familiare anche a chi, di geopolitica, non si era mai occupato. Dagli studi televisivi alle conferenze gremite, fino alla rivista Domino di cui è direttore, Fabbri ha trasformato un linguaggio tecnico e spesso elitario in una narrazione che arriva a un pubblico largo. Lo fa con sicurezza, a volte con toni apodittici, sempre con l’aria di chi vuole mettere ordine in un mondo che appare caotico. Per alcuni è un merito: un intellettuale italiano che osa dare una cornice leggibile ai grandi movimenti della politica mondiale. Per altri, invece, è un difetto: quella cornice sarebbe troppo rigida, incapace di cogliere le sfumature.
4 Settembre 2025

Gianfranco Miglio, com’era davvero

Un ricordo personale e una rilettura senza mito del pensiero di Gianfranco Miglio: dalle tre repubbliche federali all’idea che la politica sia una macchina di regole, incentivi e responsabilità.
1 Settembre 2025

Libri che accendono fuochi

C’è una frase che resta addosso: i libri devono accendere micce e fuochi, non versare acqua fresca. Funziona come una prova del nove. Davanti a un testo, domandiamoci: scalda o rinfresca? Illumina o anestetizza? In tempi in cui ci promettono di “capire tutto” in 15 minuti e le app rispondono in tre secondi, l’editoria è davanti a un bivio: rincorrere la semplificazione fino a negare se stessa, oppure difendere il diritto alla complessità. Non per snobismo: per rispetto del lettore.
1 Settembre 2025

Alla ricerca di uno stile

A Canale Cultura non abbiamo ricette pronte. Scrivere di cultura è un esercizio di equilibrio: troppo facile scivolare nell’accademico o, al contrario, nel banale. Per orientarci abbiamo scelto due motivi ispiratori, diversi e complementari: Hemingway, con la sua scrittura essenziale e diretta, e Woody Allen, capace di sorprendere con ironia e leggerezza. Non sono modelli da imitare, ma orizzonti a cui tendere. Ci ricordano che la cultura può essere al tempo stesso rigore e sorriso, chiarezza e cortocircuito, sostanza e leggerezza. È in questo spazio imperfetto che proviamo a muoverci, con la convinzione che cercare uno stile – più che raggiungerlo – sia già un modo di fare cultura.
22 Agosto 2025

Piero Angela e l’arte della divulgazione “olistica”

C’è un filo rosso che unisce la buona divulgazione alla buona cittadinanza: imparare a guardare il mondo da più angolazioni, senza dogmi, con curiosità operosa. È il cuore del ritratto che Daniele Scarampi dedica a Piero Angela su Treccani, dove emerge una lezione che oggi suona più attuale che mai: rendere la complessità accessibile senza semplificarla male.
22 Agosto 2025

Franco Arminio e la grammatica dei “paesi”

Riflessioni a partire da interviste e appunti di viaggio, mentre ad Aliano torna “La luna e i calanchi”
15 Agosto 2025

Riscrivere il tempo

La storia profonda della Terra non può più essere considerata roba da geologi: il suo ritmo a scala non umana è diventato un criterio di giudizio per quel che accade oggi.
14 Luglio 2025

Arte e sostenibilità: la cultura come leva per affrontare l’emergenza climatica

L'emergenza climatica rappresenta oggi non solo una sfida globale, ma anche un'opportunità concreta per ripensare il ruolo della cultura nella società contemporanea. In un momento storico complesso, segnato dall'incertezza e dalle profonde trasformazioni, le istituzioni culturali, gli artisti e le organizzazioni creative possono diventare agenti essenziali del cambiamento, stimolando riflessioni e comportamenti virtuosi orientati alla sostenibilità ambientale e sociale.
14 Luglio 2025

Cultura, comunità e glocalizzazione: un sfida contemporanea

Viviamo in un'epoca in cui la cultura non rappresenta più solo un patrimonio da tutelare, ma una risorsa attiva capace di generare sviluppo sociale, economico e umano.
10 Luglio 2025

Le sei anime del documentario secondo Bill Nichols

Il documentario non smette mai di sorprenderci. È una lente che osserva, racconta, svela, emoziona. Ma è anche uno specchio: riflette il mondo e riflette noi stessi, spettatori, registi, narratori. Tra chi ha saputo indagarne la natura più profonda c’è Bill Nichols, teorico americano del cinema documentario, che ne ha classificato le forme in sei modalità narrative, ciascuna con un proprio linguaggio e una propria verità.
12 Maggio 2025

Gavirate celebra Rodari: un pomeriggio di festa tra racconti, musica e partecipazione

Gavirate celebra Gianni Rodari con un progetto ambizioso e coinvolgente: il Festival Praticamente Rodari. Presentato ufficialmente dall'Assessore ai Servizi Educativi e alla Comunicazione, Marta Maggiolaro, il Festival rappresenta un passo importante nella valorizzazione dell'eredità culturale del grande scrittore e pedagogista, che proprio a Gavirate trascorse gli anni fondamentali della sua formazione.
28 Aprile 2025

Nasce a Gavirate il Festival “Praticamente Rodari”: un nuovo albero nel giardino della cultura

Gavirate celebra Gianni Rodari con un progetto ambizioso e coinvolgente: il Festival Praticamente Rodari. Presentato ufficialmente dall'Assessore ai Servizi Educativi e alla Comunicazione, Marta Maggiolaro, il Festival rappresenta un passo importante nella valorizzazione dell'eredità culturale del grande scrittore e pedagogista, che proprio a Gavirate trascorse gli anni fondamentali della sua formazione.
15 Aprile 2025

Gavirate celebra Gianni Rodari con un Festival a lui dedicato

Il programma sarà presentato ufficialmente durante una conferenza stampa online giovedì 17 aprile, ma la notizia è già ufficiale: Gavirate rende omaggio a Gianni Rodari, uno dei più amati pedagogisti e scrittori italiani, con la nascita di un Festival a lui dedicato. “Il Festival Gianni Rodari è uno dei punti fondanti del programma culturale della mia Amministrazione”, ha dichiarato il sindaco Massimo Parola, annunciando che l’evento sarà proposto per almeno quattro anni consecutivi, sempre nei primi giorni di maggio. Un impegno culturale di lungo periodo che vuole valorizzare l’opera e l’eredità creativa di Rodari, rendendola viva e partecipata.
3 Dicembre 2024

Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea apre la mostra “Il Tempo del Futurismo”

Da martedì 3 dicembre, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, apre al pubblico la mostra “Il Tempo del Futurismo”, promossa e sostenuta dal Ministero della Cultura e curata da Gabriele Simongini. L’esposizione celebra l’ottantesimo anniversario dalla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti, avvenuta il 2 dicembre 1944 e, diversamente dalle mostre del passato dedicate al rivoluzionario movimento d’avanguardia fondato nel 1909, si concentra sul rapporto tra arte e scienza/tecnologia.
20 Novembre 2024

Cultura, accessibilità, inclusione: costruire nuove strade

Per certi versi, l’evoluzione a gran velocità delle tecnologie ci mette oggi, almeno metaforicamente, di fronte alla possibilità di realizzare nuove vie consolari per l’accessibilità e l’inclusione, fornendoci gli strumenti per il tracciamento (dalle realtà aumentate e virtuali, all’AI) e i materiali per lastricarle (l’interazione tra mondo digitale e percezione fisica).
20 Novembre 2024

Piccoli Comuni e Tipicità

Questo nuovo rapporto di Fondazione Symbola e Coldiretti “Piccoli Comuni e Tipicità” ci restituisce il quadro aggiornato di questa dimensione produttiva estesa e radicata che contribuisce al presidio di territori e paesaggi e a mantenere la ricchezza della nostra biodiversità.
19 Novembre 2024

Incontri e scontri tra copyright “umano” e IA “antropocentrica”

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul copyright si fa sentire sia “a monte” che "a valle" dei processi.
19 Novembre 2024

Presentazione “Io Sono Cultura 2024”

Promosso da Fondazione Symbola, Unioncamere, il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura.
19 Novembre 2024

Technology and me, il ritardo cronico della cultura sulla tecnologia | Marco Paolini

«Cerco di raccontare delle storie che diano una speranza a chi è nato dopo di me». Marco Paolini parlerà di futuro, del domani che ci aspetta. Con il suo stile, con la sua profondità
18 Novembre 2024

Riparte Doppio Senso, programma di accessibilità museale rivolto al pubblico non vedente in chiave inclusiva

La Collezione Peggy Guggenheim rinnova il suo impegno verso l'accessibilità con la ripartenza di Doppio Senso. Percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim. Alla vigilia del suo decimo anniversario, nel 2025, il programma si arricchisce di nuove proposte, attività, e si avvale di sempre più materiali di supporto per le visite in autonomia, offrendo al pubblico un'esperienza ancora più coinvolgente e inclusiva e rendendo così il patrimonio artistico del museo accessibile a tutti attraverso il tatto.
18 Novembre 2024

“Più Fundraising Più Cultura”, il bilancio dell’edizione 2024

Gli organizzatori: "Oggi possiamo assistere a tre assunzioni di impegno molto importanti: la conversione delle Domeniche gratuite dei musei statali in giornate di sensibilizzazione al dono per il patrimonio storico-artistico e in un'ottica di mecenatismo diffuso, la disponibilità di enti e operatori a costituire un Tavolo di ricerca sul fundraising culturale che collabori con il Ministero della Cultura e l’impegno ad investire sulla formazione da parte del DiVa - Dipartimento per la Valorizzazione dei Beni culturali del Ministero"
5 Giugno 2024

Interiors by David Lynch. A Thinking Room: quando il Salone del Mobile diventa un’esperienza culturale

A distanza di qualche tempo dalla chiusura del Salone del Mobile 2024, è più semplice tirare le somme e riflettere su quello che è stato uno degli eventi più affascinanti e discussi dell’edizione: Interiors by David Lynch. A Thinking Room. Un’installazione che non si limitava a essere una semplice esperienza visiva, ma che, come spesso accade con il regista di Twin Peaks, andava ben oltre il concetto tradizionale di design, trasformandosi in un viaggio nell’inconscio.
3 Maggio 2024

Salone del Mobile 2024: quando il design diventa cultura

Cammino tra i padiglioni di Fiera Milano Rho con una domanda che mi ronza in testa: quanto è "cultura" il Salone del Mobile? Il design ha la capacità di plasmare lo spazio, modificare il nostro modo di vivere, influenzare la percezione della bellezza e del comfort. Ma è sufficiente per definirlo “cultura” nel senso più alto del termine?
12 Febbraio 2023

Arte Fiera è la fiera d’arte moderna e contemporanea più longeva d’Italia, ma non rinuncia a rinnovarsi

L’edizione 2023 della fiera d’arte di Bologna, la quarta sotto la direzione artistica di Simone Menegoi, svoltasi dal 3 al 5 febbraio, nella sede storica nei padiglioni 25 e 26, ha segnato un cambiamento su più fronti: il public program, l’allestimento delle aree comuni e l’accoglienza del pubblico, oltre a registrare ben 50 mila visitatori e ottime vendite.
13 Giugno 2022

Creatività sostenibile

Presso il polo fieristico di Rho si è svolta la sessantesima edizione del Salone del mobile dal 7 al 12 giugno 2022. Si tratta dell’evento più importante a livello mondiale per gli operatori del settore casa-arredamento. Una citazione dei Gordon Guillumier racchiude il senso di questa edizione: ″la semplicità non esclude il comfort, la matericità e la sensorialità. Si può essere essenziali senza diventare minimalisti″.
26 Marzo 2022

ArtParma Fair

Si è conclusa il 20 marzo un’edizione di successo della fiera d’arte moderna “ArtParma Fair”. La manifestazione ha avuto luogo nei week-end del 12-13 e 18-19-20 marzo 2022 presso il quartiere fieristico parmense nel padiglione 7 in concomitanza con Mercanteinfiera primavera, la più grande fiera di antiquariato d’Europa.
26 Ottobre 2021

BookCity Milano 2021

Martedì 26 ottobre 2021 presso il Piccolo Teatro Grassi di via Rovello 2 è prevista la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2021 di BookCity Milano. L’iniziativa culturale sostenuta dal Comune di […]
3 Luglio 2021

Le parole di Emilio Isgrò

Opere di narrativa, poesia, teatro La mostra ospitata  dal 19 maggio al 18 giugno 2021 presso la Kasa dei Libri in via Largo de Benedetti 4 […]
3 Luglio 2021

“Dalle radici al cielo”

Mostra/Evento presso lo Spazio Moderno di Arona Lo Spazio Moderno, situato in via Martiri della Libertà 38 ad Arona, ha ospitato nei giorni 18-19-20 giugno 2021 […]