Riflessioni sulla cultura

31 Maggio 2026

Quando il pulpito diventa partito: l’America cristiana che prepara il dopo Trump

Per capire l’America di oggi, bisogna partire da una scena. Non è la Casa Bianca. Non è un comizio nel Midwest. Non è nemmeno uno studio di Fox News. È una sala conferenze del Maine, con stand, volantini, pastori, influencer, giovani militanti, agenti armati e una parola che torna di continuo: fede. Non fede nel senso quieto, personale, domestico. Non la fede della domenica mattina, del coro, della Bibbia sul comodino, della comunità che accompagna le famiglie nei momenti difficili. Qui la fede entra in scena come linguaggio politico. Diventa bandiera, identità, organizzazione, programma. Diventa una risposta alla paura di perdere il proprio mondo. L’articolo di Serena Danna pubblicato da Open racconta il primo tour religioso di Turning Point Usa dopo la morte di Charlie Kirk. È un viaggio dentro una parte dell’America che in Europa fatichiamo spesso a capire.
30 Maggio 2026

Senza rima né ragione

Mi avevano invitato a una conferenza per imprenditori in qualità di giornalista. Non era stata una scelta coraggiosa. Era stata una sostituzione. Il giornalista ufficiale, quello vero, quello che probabilmente possedeva una giacca blu senza macchie di caffè e un taccuino con il logo di una testata importante, aveva avuto un imprevisto. Così qualcuno, in fondo a una catena di telefonate sempre più disperate, aveva fatto il mio nome. «È disponibile?» «Fisicamente sì», avevo risposto. «Sul resto preferirei non sbilanciarmi.» Mi dissero che dovevo solo ascoltare, prendere qualche appunto, magari fare una domanda alla fine. Una cosa semplice. E nella mia esperienza le cose semplici sono quelle che poi richiedono un avvocato. La sala era piena di imprenditori. Giacche scure, scarpe lucide, sguardi educati e un’attenzione intermittente, come certe lampadine nei pianerottoli. Il pubblico non era ostile. Era peggio: era amorfo. Annuiva quando bisognava annuire, sorrideva quando il relatore faceva una battuta, controllava il telefono con la discrezione di chi pensa di essere invisibile. Sul grande schermo campeggiava un titolo che prometteva guai: Profitto, cultura e futuro dell’informazione.
29 Maggio 2026

L’algoritmo e il volto umano: perché l’enciclica di Leone XIV riguarda anche noi

C’è un modo ingenuo di parlare dell’intelligenza artificiale: immaginarla come una macchina venuta dal futuro, buona o cattiva a seconda dell’uso che ne faremo. C’è poi un modo più serio, più scomodo, più necessario: chiedersi quale idea di uomo stia entrando nelle macchine che costruiamo. È qui che l’enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV diventa interessante anche per chi non la legge da credente. Non perché la Chiesa abbia scoperto ora la tecnologia. Ma perché propone una domanda che la politica, l’economia e spesso anche il giornalismo evitano: l’IA rende la vita più umana o soltanto più efficiente?
29 Maggio 2026

I Cagots, quelli della porta piccola

C’è un museo, nei Pirenei francesi, che sembra nato apposta per ricordarci quanto le società possano essere fantasiose quando devono escludere qualcuno. Si trova ad Arreau, nelle Hautes-Pyrénées, dentro il castello des Nestes, ed è dedicato ai Cagots. Già il nome incuriosisce. Cagots in Francia, Agotes sul versante basco e navarrese, Capotz in certi documenti antichi, poi molte altre varianti locali. Un piccolo dizionario dell’emarginazione. La storia prende subito una piega strana, perché non stiamo parlando di un popolo lontano, sconfitto in una guerra, arrivato da chissà dove con lingua, costumi e religione diverse. No. I Cagots vivevano lì, nei villaggi dei Pirenei. Parlavano la stessa lingua degli altri, pregavano lo stesso Dio, lavoravano negli stessi paesi. Solo che non erano considerati uguali.