Mi avevano invitato a cena.
Una coppia di amici gentili, educati, di quelli che a Natale apparecchiano anche quando sanno già che qualcosa andrà storto.
«Saremo in pochi», avevano detto.
Frase che, a dicembre, significa tutto e niente.
Quando sono arrivato, la casa profumava di forno e di buone intenzioni. Luci calde, tovaglia che non si vede tutto l’anno, musica di sottofondo scelta con cura, quindi invisibile.
C’era già un’altra ospite.
Era seduta sul divano, leggermente in avanti, come chi non aspetta di essere interpellato.
Sorriso pronto. Occhi accesi. Mani che parlavano anche quando lei taceva.
Appena mi ha visto, si è alzata di scatto.
«Ma io… io non ci posso credere.»
Ho pensato di avere qualcosa sul cappotto.
Oppure di essere entrato nella casa sbagliata.
O, ipotesi più realistica, nell’epoca sbagliata.
«Lei… lei è Woody.»