Cominciamo da un’immagine semplice: tetti assolati, pannelli fotovoltaici e settantuno persone che decidono di metterci la faccia, una quota e un po’ di tempo. È il 2011, Melpignano, Salento. Da quell’atto collettivo, apparentemente minimo, si innesca un circuito virtuoso: l’energia prodotta non diventa solo bollette più leggere, ma borse di studio, verde curato, doposcuola, agricoltura sociale. In breve: servizi di prossimità che restituiscono al paese il suono della vita quotidiana. È la fotografia di cosa intendiamo quando diciamo “cooperativa di comunità”: cittadini che smettono di essere semplici utenti e si organizzano come impresa civica per custodire e rigenerare un luogo.