L’artista delle bottiglie silenziose è oggi una presenza familiare nel gusto cinese. La sua fortuna mostra come reputazione culturale, riconoscibilità e mercato possano alimentarsi a vicenda.
C’è un paradosso nella fortuna internazionale di Giorgio Morandi. Uno degli artisti italiani più appartati del Novecento è diventato, in Cina, uno dei più riconoscibili.
Morandi non ha dipinto grandi eventi storici. Non ha cercato lo scandalo. Non ha costruito attorno a sé un personaggio pubblico. Per quasi tutta la vita ha lavorato a Bologna, tornando sugli stessi oggetti: bottiglie, scatole, brocche, ciotole. Li spostava di pochi centimetri, cambiava la luce, modificava le distanze. Poi ricominciava.
Eppure, proprio questa pittura silenziosa ha trovato in Asia, e soprattutto in Cina, un pubblico vasto e trasversale. Tanto che è diventato possibile affermare, almeno come provocazione culturale, che Morandi vi sia oggi più familiare di alcuni grandi maestri italiani del passato, persino di Caravaggio.