Redazione

17 Dicembre 2025

La rete invisibile della violenza

«Non vedo l’ora di vedere il mio primo cadavere.» La frase compare in una chat acquisita agli atti dell’Operazione Grimm, l’inchiesta coordinata da Europol che ha portato alla luce reti criminali capaci di reclutare minorenni per compiere atti di violenza su commissione. A scriverla è un bambino di undici anni. Non è una battuta. Non è una provocazione. È una risposta coerente, dentro una conversazione che ha già reso coerente l’idea della morte. È da qui che conviene partire, se si vuole capire davvero cosa sia Grimm. Non dai numeri, non dagli arresti, ma da questo tono. Da questa assenza di tremore. Perché quella frase non racconta solo un reato. Racconta un clima. Racconta una normalizzazione.
16 Dicembre 2025

Il presidente, il Congresso e il confine del potere

Per capire come sta cambiando l'equilibrio fra i poteri negli Stati Uniti, e se si tratta di una svolta, un atto di forza di Trump o solo una brusca accelerazione di un processo già in corso da tempo, dobbiamo partire da molto lontano, dai 55 delegati che parteciparono alla Convenzione di Filadelfia del 1787. Non tutti sono considerati “Padri fondatori” allo stesso livello, ma tutti contribuirono alla nascita del sistema. Prima di parlare del prodotto delle loro discussioni, è importante ricordare che i Padri fondatori litigarono su quasi tutto: quanto potere dare al presidente, quanto potesse essere forte il governo federale, che ruolo avessero gli Stati, quanto fidarsi del popolo. La costituzione americana nasce dal conflitto, non dal consenso. È un documento di compromesso, costruito per reggere anche quando chi governa non è virtuoso.
14 Dicembre 2025

Il diritto di non far niente

Una volta la domenica era una cosa semplice. Non perché fosse migliore. Semplice perché non pretendeva niente da te. Ci si svegliava un po’ più tardi. Si girava per casa senza un vero scopo. C’era sempre qualcuno che diceva: “Che facciamo?”. E qualcun altro rispondeva: “Mah”. Fine del programma. Non era ozio filosofico, intendiamoci. Era una sospensione. Un tempo un po’ molle, che serviva a far passare la settimana e a preparare, senza saperlo, quella dopo.
13 Dicembre 2025

Terzo movimento

Mi avevano detto “Prima della Scala” e io avevo immaginato la scena: ingresso principale, tappeto, un nome pronunciato bene, magari perfino un sorriso che non sottintenda “che ci fa lui qui?”. Sono arrivato in anticipo, che è una forma di superstizione. Ho attraversato la piazza con l’aria studiata di chi finge di non essere intimidito dai luoghi che intimidiscono. Avevo il frac giusto, il papillon giusto, l’ansia sbagliata. Davanti all’entrata principale c’era quella luce che non illumina: consacra. Lampadari, velluti, persone che sembravano nate già in abito scuro. Io ho mostrato il mio invito — o meglio, quello che credevo fosse un invito. L’addetto l’ha guardato un secondo, poi mi ha guardato un secondo, come se stesse mettendo insieme due pezzi che non combaciavano.