Redazione

12 Luglio 2026

L’inventore rimasto senza voce

A Invorio c’è una lapide che ricorda un uomo nato altrove. Fu inaugurata l’8 settembre 1894, diciassette anni dopo la sua morte. Sulla pietra il paese volle legare il proprio nome a quello di Innocenzo Manzetti, geometra, meccanico e inventore valdostano. Un uomo che, prima del brevetto di Alexander Graham Bell, aveva cercato di far viaggiare la voce lungo un filo. Manzetti era nato ad Aosta il 17 marzo 1826. Suo padre proveniva però da Invorio Inferiore, dalla località Galesso. Aveva lasciato il paese e, dopo un passaggio da Novara, si era stabilito in Valle d’Aosta. Innocenzo apparteneva così a quella vasta geografia italiana fatta di partenze e radici. Non era nato a Invorio, ma il paese continuava a riconoscerlo come uno dei propri. Accade spesso nei piccoli centri. Un uomo parte, costruisce altrove la propria vita e finisce in una strada, in una lapide, in una fotografia appesa nel municipio. Poi, molti anni dopo, la comunità torna a cercarlo. Non sempre perché sia diventato celebre. Talvolta proprio perché non lo è diventato abbastanza. La memoria dei paesi conserva ciò che la grande storia lascia cadere.
11 Luglio 2026

Woody, la Rossa e l’Italia

La Renault 4 rossa era parcheggiata sotto il grande albero del cortile e aveva già l’aria di rimproverarmi. La osservavo dalla finestra della cucina da almeno venti minuti, fingendo di bere il caffè. Lei, invece, sembrava pronta. Aveva due piccoli adesivi di Canale Cultura sulle portiere, una valigia legata sul portapacchi e un’antenna che tendeva leggermente verso sinistra, come se sapesse già da quale parte avremmo sbagliato strada. Avevo deciso di attraversare l’Italia. Non tutta, naturalmente. Dire “attraversare l’Italia” rendeva il progetto più autorevole. In realtà avevo preparato un itinerario di poche settimane, con musei minori, archivi dimenticati, vecchi cinema, abbazie, case di scrittori e persone che conservavano storie senza sapere bene che cosa farsene. L’idea era semplice: partire ogni sabato, raggiungere un luogo e raccontarlo. Avevo chiamato il progetto L’Italia in quarta. La quarta era quella della Renault, anche se non ero affatto sicuro che entrasse ancora con facilità.
7 Luglio 2026

Quando il medico prescrive il teatro

Musei, musica, danza e lettura stanno entrando nei percorsi di cura. Non come alternative alla medicina, ma come strumenti contro isolamento, fragilità e disagio. Immaginiamo una ricetta un po’ diversa dal solito. Al posto del nome di un farmaco, potrebbe comparire l’indicazione di partecipare a un laboratorio teatrale, visitare un museo, cantare in un coro o prendere parte a un gruppo di lettura. Si chiama prescrizione sociale. È un modello attraverso il quale medici e operatori sanitari mettono le persone in contatto con attività non cliniche presenti sul territorio. L’idea nasce da una constatazione semplice: non tutti i problemi che arrivano nello studio di un medico possono essere affrontati soltanto con una medicina. Solitudine, perdita di relazioni, disagio psicologico e isolamento incidono sulla salute, ma spesso richiedono risposte sociali e culturali.
7 Luglio 2026

John Kennedy

Avevo trascorso la serata guardando vecchi discorsi presidenziali americani trovati sul web. Non per nostalgia. La nostalgia è una pessima consigliera, soprattutto quando si occupa di politica. Trasforma i governi in fotografie di famiglia, attenua gli errori e lascia soltanto uomini ben pettinati che pronunciano frasi memorabili. Sul computer era rimasta ferma l’immagine di John Fitzgerald Kennedy durante il discorso inaugurale del 20 gennaio 1961. Il cappotto scuro, i capelli mossi dal vento, lo sguardo rivolto verso una folla che sembrava credere ancora nel futuro. Avevo appena chiuso il filmato quando sentii una voce alle mie spalle. — Non creda troppo a quelle immagini, Armando. Eravamo molto bravi a costruirle. Mi voltai. Era seduto sulla poltrona accanto alla finestra. Non aveva l’aspetto luminoso delle fotografie ufficiali. Sembrava stanco, quasi rigido. Teneva la schiena dritta con evidente fatica. — Presidente Kennedy? — John, la prego. “Presidente Kennedy” è il personaggio. Io sono venuto per parlare dell’uomo.