A Invorio c’è una lapide che ricorda un uomo nato altrove.
Fu inaugurata l’8 settembre 1894, diciassette anni dopo la sua morte. Sulla pietra il paese volle legare il proprio nome a quello di Innocenzo Manzetti, geometra, meccanico e inventore valdostano. Un uomo che, prima del brevetto di Alexander Graham Bell, aveva cercato di far viaggiare la voce lungo un filo.
Manzetti era nato ad Aosta il 17 marzo 1826. Suo padre proveniva però da Invorio Inferiore, dalla località Galesso. Aveva lasciato il paese e, dopo un passaggio da Novara, si era stabilito in Valle d’Aosta.
Innocenzo apparteneva così a quella vasta geografia italiana fatta di partenze e radici. Non era nato a Invorio, ma il paese continuava a riconoscerlo come uno dei propri.
Accade spesso nei piccoli centri. Un uomo parte, costruisce altrove la propria vita e finisce in una strada, in una lapide, in una fotografia appesa nel municipio. Poi, molti anni dopo, la comunità torna a cercarlo. Non sempre perché sia diventato celebre. Talvolta proprio perché non lo è diventato abbastanza.
La memoria dei paesi conserva ciò che la grande storia lascia cadere.