Non ci fu un grido, né una fanfara. Solo un silenzio che tagliava l’aria, improvviso come una dimenticanza. Un soldato si svegliò di soprassalto perché mancava qualcosa. Il rombo continuo, il tuono dei cannoni, i colpi brevi che avevano scandito la vita per anni. Niente. Restavano il fumo fermo, l’odore di ferro e la sensazione, difficile da nominare, di essere vivi. Il 4 novembre 1918 non fu un giorno di festa. Fu il giorno in cui il rumore finì.