Redazione

20 Dicembre 2025

L’individuo sovrano

C’è un libro del 1997 di James Dale Davidson e Lord William Rees-Mogg, che, rilanciato nel 2020 con una nuova prefazione di Peter Thiel, il fondatore di Paypal e Palantir, è tornato a circolare come una chiave per capire un certo immaginario della nuova élite tecnologica americana. Si intitola "L'individuo sovrano". Non è un romanzo di fantascienza, ma una previsione travestita da teoria della storia. La tesi è semplice: quando la ricchezza diventa mobile e digitale, lo Stato fa più fatica a tassare, controllare, trattenere. E allora emerge un tipo umano nuovo, l’“individuo sovrano”: competente, globale, leggero, capace di scegliere giurisdizioni e regole come si sceglie un servizio.
20 Dicembre 2025

Cercasi elfo

Mi è successo perché ho risposto a un annuncio. “Cercasi Elfo. Evento natalizio. Una sera. Pagamento immediato.” Io non credo agli elfi, come non credo ai parcheggi liberi davanti casa. Però credo nei pagamenti immediati. E poi, diciamolo: fare l’elfo è un lavoro a prova di fallimento. Indossi un cappello a punta, sorridi, fai “oh-oh-oh” e nessuno si aspetta competenza. È un paradiso per chi ha studiato filosofia e poi ha scoperto l’IVA. Mi presento al punto indicato, che non è l’entrata principale, ovviamente. È un retro, un corridoio che odora di cartone bagnato e panettone industriale. Un addetto mi passa un sacchetto con dentro un costume verde, scarpe che sembrano due canoe e una cintura con una campanella che, immagino, serve a ricordarti che la dignità è un concetto elastico. “Sei Woody, giusto? Vai dietro. Babbo Natale ti aspetta.”
18 Dicembre 2025

La storia non dà istruzioni

C’è una frase che torna ciclicamente nei talk, nei post, nelle conversazioni da bar “serio”: la storia insegna. La diciamo come si dice “il tempo guarisce”, con una specie di fiducia automatica. Edgar Morin parte da qui e, con la calma di chi ha attraversato un secolo senza smettere di pensare, ti toglie quella fiducia dalle mani. Non per cinismo. Per igiene.
17 Dicembre 2025

La rete invisibile della violenza

«Non vedo l’ora di vedere il mio primo cadavere.» La frase compare in una chat acquisita agli atti dell’Operazione Grimm, l’inchiesta coordinata da Europol che ha portato alla luce reti criminali capaci di reclutare minorenni per compiere atti di violenza su commissione. A scriverla è un bambino di undici anni. Non è una battuta. Non è una provocazione. È una risposta coerente, dentro una conversazione che ha già reso coerente l’idea della morte. È da qui che conviene partire, se si vuole capire davvero cosa sia Grimm. Non dai numeri, non dagli arresti, ma da questo tono. Da questa assenza di tremore. Perché quella frase non racconta solo un reato. Racconta un clima. Racconta una normalizzazione.