Il mondo è pieno di occhi. Non solo i nostri: occhi a camera, occhi composti, occhi che sono poco più di una macchia sensibile alla luce. La natura li inventa, li reinventa, li perfeziona. Come se, davanti a certi problemi, tornasse sempre alle stesse soluzioni.
Eppure il mondo non è pieno di menti. Se per “mente” intendiamo la cosa rara che ci ossessiona: linguaggio simbolico, astrazione, capacità di immaginare il futuro, costruire storie condivise, vivere dentro un “come se”. Quella mente, quella sì, sembra un evento raro. Quasi sospetto, come se la natura replicasse volentieri le soluzioni locali, ma faticasse a produrre sistemi generali. Un occhio risolve un compito specifico. Una mente, se la chiamiamo davvero mente, prova a risolvere molti compiti con lo stesso strumento: capire, prevedere, convincere, cooperare, ingannare, ricordare, progettare. È un salto di categoria.i.