Redazione

7 Agosto 2026

Quello che stavano aspettando

La deviazione non era prevista. Le deviazioni non lo sono mai, naturalmente, ma quella aveva una particolare aria di soddisfazione. Un cartello giallo annunciava: STRADA INTERROTTA – DEVIAZIONE Sotto, una freccia indicava una strada sulla quale due automobili avrebbero avuto difficoltà a incontrarsi senza che una delle due cambiasse religione. Guardai la Rossa. — Non cominciare. Lei non disse niente. La Rossa, quando pensa di avere ragione, diventa insopportabilmente silenziosa. Seguimmo la freccia. Dopo qualche chilometro arrivammo in un paese che non avevo mai visto. Case di pietra, gerani alle finestre, una chiesa, un municipio e una piazza sorprendentemente piena di gente. Notai alcune panchine appena ridipinte. Un uomo stava trascinando due cassonetti dietro l’angolo. Sulla facciata del vecchio cinema, chiuso da anni, qualcuno aveva appeso una scritta: BENVENUTO Non specificava a chi.
7 Agosto 2026

Franco Arminio e la grammatica dei paesi

Ogni agosto, ad Aliano, tra i calanchi di argilla che sembrano fogli strappati alla geologia, si apre una scuola a cielo aperto. È “La luna e i calanchi”, la Festa della Paesologia ideata da Franco Arminio: cammini, letture, musica, conversazioni e, soprattutto, ascolto dei luoghi. Franco Arminio e la paesologia ci invitano da anni a guardare i piccoli centri italiani senza trasformarli in cartoline. Un paese non è soltanto un panorama, una piazza restaurata o una destinazione turistica. È una trama di case, persone, servizi, memorie e possibilità. Se quella trama si spezza, il paese può restare bello e diventare comunque inabitabile. La questione, dunque, non è soltanto come salvare i paesi. È capire che cosa li renda ancora vivi.
2 Agosto 2026

Musk, il profeta che ci chiede di non avere paura

Elon Musk parla del futuro come se lo avesse già attraversato. È il suo talento, ma anche il limite che impone a chi lo ascolta. Le sue previsioni non sono soltanto analisi: sono atti di comunicazione, talvolta provocazioni, talvolta obiettivi industriali formulati come destino. Vanno prese sul serio, dunque, senza prenderle alla lettera. Nell’intervista rilasciata a The Economist, Musk dice che entro cinque anni l’intelligenza artificiale potrebbe superare la somma dell’intelligenza umana; entro dieci, le macchine saprebbero fare quasi tutto meglio di noi. A quel punto, aggiunge, i robot porteranno questa potenza nel mondo fisico: produrranno beni, forniranno servizi, renderanno il lavoro una scelta, come coltivare pomodori nell’orto quando il supermercato ne offre di migliori e a minor prezzo.
1 Agosto 2026

Chi decide il futuro?

Qualche giorno fa, davanti a una pagina bianca, ho fatto quello che ormai fanno milioni di persone. Ho aperto un programma di intelligenza artificiale e gli ho chiesto un'idea. La risposta è arrivata in pochi secondi. Corretta. Ordinata. Persino brillante. L'ho letta, ho sorriso e ho chiuso la finestra. Non perché fosse sbagliata. Ma perché, per un istante, mi sono accorto di aver posto la domanda meno importante. Non era: che cosa sa fare questa macchina? Era un'altra. Quanto siamo disposti a delegarle, poco alla volta, il compito di suggerirci la direzione? È una differenza sottile, ma decisiva.