La politica internazionale è un territorio nel quale agiscono contemporaneamente geografia, economia, ideologie, interessi, paure, ambizioni personali, memoria storica e perfino errori di valutazione. Ogni teoria illumina una parte della scena. Nessuna, da sola, accende tutte le luci.
C’è stato un momento in cui, quasi all’improvviso, tutto è diventato geopolitico.
La data simbolica può essere individuata nel 24 febbraio 2022, quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Da allora abbiamo cominciato a parlare quotidianamente di profondità strategica, sfere d’influenza, accesso ai mari, corridoi energetici, terre di confine.
Abbiamo riscoperto che le montagne possono proteggere uno Stato, che gli stretti possono condizionare i commerci, che una pianura può diventare una via d’invasione. Abbiamo capito che una carta geografica non è soltanto il disegno del mondo: può essere anche il progetto di chi vuole dominarne una parte.