Da casa mia le montagne non sembrano lontane.
Nelle giornate limpide stanno dietro le case come una quinta scura. Non incutono timore. Fanno parte del paesaggio quotidiano. Ci ricordano dove siamo, danno una direzione allo sguardo.
Eppure, poco oltre quelle creste, sette secoli fa, migliaia di uomini e donne seguirono un predicatore che annunciava la fine della Chiesa corrotta e l’avvento di una nuova età. Cercavano una vita più vicina al Vangelo. Finirono assediati tra la neve, la fame e le armi.
Il loro capo si chiamava Dolcino.
Lo ricordiamo come Fra Dolcino, anche se probabilmente non fu mai frate nel senso che attribuiamo oggi alla parola. Era un laico istruito, capace di predicare, scrivere e interpretare le Scritture. Non sappiamo con certezza dove fosse nato. Novara, Prato Sesia, Trontano: i luoghi indicati dalle fonti cambiano. Possiamo però considerarlo un uomo di queste terre, dell’alto Piemonte attraversato dalle valli che dal Novarese conducono verso la Valsesia e il Biellese.
La sua storia finì nel 1307. Il suo personaggio, invece, non è mai morto.