

Una breve conversazione sull’arte, il tempo e la fretta degli uomini.
I musei di notte sono molto più educati che di giorno.
Nessuno spinge.
Nessuno fotografa.
Nessuno dice: «Questo lo potevo fare anch’io».
C’è solo il rumore dei passi.
E qualche quadro che ti guarda passare con la calma di chi ha già visto tutto.
Io ero lì per un lavoro temporaneo.
Controllo delle sale dopo la chiusura.
Il custode titolare aveva l’influenza e il direttore aveva deciso che, tra tutti i volontari disponibili, io avevo l’aria meno pericolosa.
«Deve solo controllare che non sia rimasto nessuno», mi aveva detto.
«E se trovo qualcuno?»
«Gli ricorda gentilmente che il museo è chiuso.»
«E se non vuole uscire?»
«Allora vuol dire che è un artista…o un fantasma»
Cominciai il giro, un po’ preoccupato.
Rinascimento.
Barocco.
Ottocento.
I quadri erano tutti molto tranquilli.
Ogni tanto mi fermavo davanti a uno di loro.
Non per cultura.
Perché mi sembrava scortese passare davanti a qualcuno senza almeno salutarlo.
Poi entrai in una sala più piccola.
Un solo quadro sulla parete.
Un ritratto.
Un uomo con uno sguardo severo e una giacca che probabilmente aveva richiesto tre mesi di lavoro al pittore.
Mi fermai.
Lui mi guardava.
Io guardavo lui.
Passarono alcuni secondi.
Poi una voce disse:
«Finalmente.»
Mi voltai.
La sala era vuota.
La voce ripeté:
«Era ora.»
Guardai il quadro.
«Ha parlato lei?»
«Sono qui da trecento anni», disse il quadro. «Prima o poi dovevo pur dire qualcosa.»
Ci pensai.
«È un punto di vista ragionevole.»
Il quadro sospirò.
«Di solito passano davanti a me in trenta secondi.»
«La gente ha fretta.»
«Sì.»
Pausa.
«Ma non ho mai capito di cosa.»
Mi avvicinai.
«Lei cosa rappresenta?»
«Un uomo importante.»
«E cosa ha fatto?»
«È morto.»
Annuii.
«È una carriera che prima o poi fanno tutti.»
Il quadro sembrò apprezzare.
«Lei è il primo visitatore interessante della giornata.»
«Sono anche l’ultimo.»
«Ancora meglio.»
Camminai un po’ nella sala.
«Lei vede molta gente?»
«Tantissima.»
«E cosa fanno?»
«Guardano.»
«E cosa vedono?»
«Dipende.»
«Da cosa?»
«Dalla didascalia.»
Mi sedetti sulla panchina.
«Lei ha visto passare tre secoli.»
«Sì.»
«E cosa ha imparato?»
Il quadro ci pensò un momento.
«Che gli uomini cambiano idea molto spesso.»
«È una cosa positiva.»
«Non proprio.»
«Perché?»
«Perché cambiano idea con la stessa sicurezza con cui avevano quella prima.»
Annuii.
«Succede anche con le opinioni.»
«Soprattutto con quelle.»
Rimanemmo in silenzio.
Il museo di notte è molto silenzioso.
Si sente perfino il rumore dell’aria condizionata che pensa.
«E l’arte?» chiesi.
«Cosa?»
«Serve a qualcosa?»
Il quadro rispose subito.
«L’arte è l’unica cosa che non ha fretta.»
Ci pensai.
«Gli uomini invece sì.»
«Molto.»
Mi alzai.
«Se avete visto tutto questo… perché non parlate mai?»
Il quadro sospirò.
«Abbiamo provato.»
«E?»
«Nessuno ascolta nei musei.»
«Mai?»
«Solo quando c’è l’audioguida.»
Guardai il piccolo dispositivo appeso alla parete.
«Quella cosa?»
«Sì.»
«Ma quella spiega il quadro.»
«Appunto.»
Passarono alcuni secondi.
Poi dissi:
«Domani torneranno i visitatori.»
«Lo so.»
«Vuole dire qualcosa?»
Il quadro rimase in silenzio.
Poi disse:
«No.»
«Perché?»
«Gli uomini preferiscono scoprire le cose da soli.»
Spensi la luce della sala.
Stavo per uscire quando sentii ancora la sua voce.
«Comunque.»
Mi voltai.
«Sì?»
«Era ora che qualcuno si fermasse. Grazie.»
Annuii.
«Di niente e…scusi il ritardo.»
Chiusi la porta.
Camminando nel corridoio vidi l’ultima sala ancora illuminata.
C’era il nuovo sistema di audioguide automatiche.
Un cartello diceva:
Ascolta l’arte che parla.
Mi fermai un momento.
Poi pensai che forse avevano finalmente risolto il problema.
Non quello dei quadri.
Quello dei visitatori.
Armando.
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Disclaimer (non si sa mai…)
Woody è un personaggio di finzione, il mio alter ego narrativo. Si ispira nello stile e nelle atmosfere al suo omonimo americano, senza alcuna affiliazione, approvazione o rapporto. I dialoghi e le situazioni sono inventati o rielaborati a fini narrativi; eventuali riferimenti a persone o fatti reali servono al racconto e non intendono descriverli fedelmente. Marchi e nomi citati appartengono ai rispettivi titolari.
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