C’è una scena che torna, ascoltando Peter Thiel.
Non è una catastrofe. Non è una guerra. Non è nemmeno un crollo.
È una stanza piena di persone molto razionali — investitori, politici, tecnici — che annuiscono mentre qualcuno dice, con calma: il mondo potrebbe non reggere così com’è.
Prima però conviene fermarsi un attimo su chi parla, e a chi.
Thiel non è un commentatore. È uno dei protagonisti della Silicon Valley degli ultimi vent’anni: cofondatore di PayPal, primo investitore esterno di Facebook, fondatore di Palantir Technologies, una delle aziende più influenti — e meno visibili — nel campo dell’analisi dei dati per governi e grandi organizzazioni.
E i luoghi in cui parla contano quanto le parole.