giornalismo e media

5 Dicembre 2025

L’Europa non è un’idea da abbattere

C’è un tratto che colpisce nelle ultime parole di Donald Trump sull’Europa: non è la durezza, non è la postura muscolare, non è nemmeno l’ennesima polemica sulle politiche migratorie o sulla transizione energetica. È l’ambizione di trasformare una valutazione politica in una diagnosi culturale definitiva. L’Europa, secondo la nuova National Security Strategy pubblicata a Washington, sarebbe vittima di una “erosione civilizzazionale”. Un continente che si starebbe perdendo, per colpa di scelte sbagliate e identità confuse. Il punto è che questa lettura non è neutrale. È un racconto costruito, calibrato per servire una visione del mondo molto precisa: quella di un’America che torna a chiedere fedeltà, non collaborazione; che vuole alleati obbedienti, non partner autonomi; che preferisce un’Europa litigiosa a un’Europa capace di decidere da sola
2 Dicembre 2025

Diplomazia: la parte invisibile che tiene insieme il mondo

Per molti anni abbiamo creduto che la diplomazia fosse un patrimonio solido, quasi naturale. Una trama di gesti, rituali, linguaggi che teneva il mondo in equilibrio. Chi, come me, ha studiato quella “vecchia scuola”, conosce bene l’idea di fondo: la pace non la garantisce la forza, ma la pazienza. Non la velocità, ma la continuità dei rapporti. Non il prezzo, ma la fiducia.
1 Dicembre 2025

Come la lotta all’Aids ha cambiato anche noi

Il 1° dicembre è la Giornata mondiale contro l’Aids. Se hai qualche anno sulle spalle, la parola “Aids” ti riporta subito agli anni Ottanta: notizie cupe, funerali troppo frequenti, un virus misterioso che sembrava poter travolgere un’intera generazione. Oggi lo scenario è molto diverso. Non perché il problema sia finito, ma perché in quarant’anni la ricerca e le battaglie per i diritti hanno cambiato in profondità la storia di questa malattia – e non solo di questa.
19 Novembre 2025

Quando la tv non urla

Cosa fanno i canali culturali indipendenti che funzionano davvero? In Italia ci ripetiamo che con la cultura non si fa audience. Fuori dall’Italia, intanto, ci sono canali televisivi e piattaforme che vivono solo di cultura. Alcuni sono pubblici, altri privati, altri ancora sono servizi digitali puri. Tutti hanno una cosa in comune: una linea editoriale chiara e una coerenza feroce. L’ipotesi è semplice: Canale Cultura non è un vezzo romantico. È un progetto che, in piccolo, entra nella stessa famiglia di queste esperienze. Guardarle da vicino serve per capire cosa imitare e cosa evitare.