fotografia di guerra

16 Novembre 2025

Lee Miller. Dal set di moda a inviata di guerra

Lee Miller è passata dall’essere “immagine” perfetta sulle copertine di Vogue a diventare uno degli sguardi più spietati e necessari sulla Seconda guerra mondiale. In mezzo ci sono un trauma infantile, il surrealismo, la moda, la guerra, il silenzio e – molto tardi – un archivio riaperto dal figlio. Questo pezzo della serie Fotografe prova a tenerli insieme: la bellezza e l’orrore, lo sguardo costruito della moda e quello, quasi insostenibile, dei campi liberati.
13 Novembre 2025

Guardate

Quando gli Alleati liberano Buchenwald, Dachau, Mauthausen, non si limitano a entrare. Registrano. Seguono un ordine preciso: filmare ogni angolo, ogni dettaglio. I soldati non sono preparati a quello che trovano, ma le cineprese sì: lavorano in silenzio, senza tremare. Il risultato è un film che non vuole commuovere, non vuole convincere, non vuole raccontare. Vuole soltanto dire: è accaduto. Si chiama Nazi Concentration Camps. Dura poco più di un’ora. È talmente diretto da sembrare un’autopsia. Ed è proprio questo che lo rende inaggirabile