Nonostante un cielo grigio e una pioggia intermittente, l’Auditorium di Gavirate ha accolto un pubblico straordinariamente numeroso e caloroso per l’apertura del festival dedicato a Gianni Rodari, maestro di fantasia e di libertà educativa.
L’atmosfera era quella delle grandi occasioni: famiglie con bambini, insegnanti, curiosi, appassionati e cittadini si sono stretti sotto un unico tetto per dare vita a un pomeriggio che resterà a lungo nella memoria collettiva.
Ad aprire la manifestazione è stato l’emozionante ingresso della banda musicale, che ha eseguito l’Inno di Mameli, accolto con rispetto e partecipazione dal pubblico in piedi, unito in un coro spontaneo che ha dato il tono all’intera giornata: partecipazione, emozione, comunità.
Sono seguiti i saluti istituzionali e la presentazione delle autorità locali, insieme a una delegazione del Comune di Omegna, città natale di Rodari.
Ha poi preso il via il cuore dell’evento: uno spettacolo teatrale brillante e coinvolgente, condotto con straordinaria energia dall’artista Matteo Curatella, che ha saputo tenere incollati grandi e piccoli, alternando letture, sketch e momenti musicali.
Cantastorie, attore, clown, musicista e drammaturgo, Curatella ha saputo rendere omaggio all’universo fantastico di Rodari con grande sensibilità e poesia.
Nel suo modo di raccontare – fatto di parole, suoni e sorrisi – si ritrovano personaggi indimenticabili: principesse, draghi, bambini sognatori e fiabe inventate che sembrano uscite proprio dalla penna di Rodari. “I bambini sono stati tra i più colpiti in questi anni difficili”, ha affermato più volte l’artista, “e spesso sono stati dimenticati. Non hanno potuto incontrarsi, andare a scuola o semplicemente giocare. Per questo dobbiamo ripartire da loro, e farlo attraverso la cultura, perché promuovere l’arte significa educare”.
Curatella l’abbiamo già apprezzato ne “I meravigliati”, uno spettacolo scritto e diretto da Antonio Catalano che esplora il tema della bellezza e dello stupore. “Abbiamo bisogno di ammalarci di meraviglia – dice – e di continuare a sognare, insieme”. Una visione che ben si sposa con l’eredità rodariana e che ha reso la sua presenza al festival di Gavirate un momento autentico di poesia condivisa.
L’accompagnamento della fisarmonica, delicato e ironico, ha fatto da filo conduttore ai racconti rodariani, rievocati con passione e ironia, fino a culminare in un momento di improvvisazione collettiva: lo spettacolo si è infatti concluso con una narrazione costruita sul momento, a partire da parole e spunti suggeriti direttamente dal pubblico, in perfetto stile “grammatica della fantasia”.
Alla fine della serata, si è svolto un piacevole momento informale con il sindaco Massimo Parola, il vicesindaco Roberto Zocchi e l’assessore Marta Maggiolaro, che si sono trattenuti con il direttore di Canale Cultura per una chiacchierata spontanea sul valore del festival e sulle prospettive future. È stato confermato con entusiasmo che la manifestazione continuerà per almeno quattro anni, con l’obiettivo di fare di Gavirate un centro propulsore per la memoria, l’opera e il pensiero educativo di Gianni Rodari.
Un inizio promettente, dunque, per un festival che nasce sotto il segno della condivisione, dell’immaginazione e della cultura, capace di unire le generazioni e di riscoprire il valore profondo delle parole, del gioco e del pensiero critico.
Canale Cultura sarà presente con un’apposita sezione del sito per seguire e raccontare questo straordinario viaggio culturale. Un seme è stato piantato: ora sta a tutti noi farlo crescere.
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Nonostante un cielo grigio e una pioggia intermittente, l’Auditorium di Gavirate ha accolto un pubblico straordinariamente numeroso e caloroso per l’apertura del festival dedicato a Gianni Rodari, maestro di fantasia e di libertà educativa.
L’atmosfera era quella delle grandi occasioni: famiglie con bambini, insegnanti, curiosi, appassionati e cittadini si sono stretti sotto un unico tetto per dare vita a un pomeriggio che resterà a lungo nella memoria collettiva.
Ad aprire la manifestazione è stato l’emozionante ingresso della banda musicale, che ha eseguito l’Inno di Mameli, accolto con rispetto e partecipazione dal pubblico in piedi, unito in un coro spontaneo che ha dato il tono all’intera giornata: partecipazione, emozione, comunità.
Sono seguiti i saluti istituzionali e la presentazione delle autorità locali, insieme a una delegazione del Comune di Omegna, città natale di Rodari.
Ha poi preso il via il cuore dell’evento: uno spettacolo teatrale brillante e coinvolgente, condotto con straordinaria energia dall’artista Matteo Curatella, che ha saputo tenere incollati grandi e piccoli, alternando letture, sketch e momenti musicali.
Cantastorie, attore, clown, musicista e drammaturgo, Curatella ha saputo rendere omaggio all’universo fantastico di Rodari con grande sensibilità e poesia.
Nel suo modo di raccontare – fatto di parole, suoni e sorrisi – si ritrovano personaggi indimenticabili: principesse, draghi, bambini sognatori e fiabe inventate che sembrano uscite proprio dalla penna di Rodari. “I bambini sono stati tra i più colpiti in questi anni difficili”, ha affermato più volte l’artista, “e spesso sono stati dimenticati. Non hanno potuto incontrarsi, andare a scuola o semplicemente giocare. Per questo dobbiamo ripartire da loro, e farlo attraverso la cultura, perché promuovere l’arte significa educare”.
Curatella l’abbiamo già apprezzato ne “I meravigliati”, uno spettacolo scritto e diretto da Antonio Catalano che esplora il tema della bellezza e dello stupore. “Abbiamo bisogno di ammalarci di meraviglia – dice – e di continuare a sognare, insieme”. Una visione che ben si sposa con l’eredità rodariana e che ha reso la sua presenza al festival di Gavirate un momento autentico di poesia condivisa.
L’accompagnamento della fisarmonica, delicato e ironico, ha fatto da filo conduttore ai racconti rodariani, rievocati con passione e ironia, fino a culminare in un momento di improvvisazione collettiva: lo spettacolo si è infatti concluso con una narrazione costruita sul momento, a partire da parole e spunti suggeriti direttamente dal pubblico, in perfetto stile “grammatica della fantasia”.
Alla fine della serata, si è svolto un piacevole momento informale con il sindaco Massimo Parola, il vicesindaco Roberto Zocchi e l’assessore Marta Maggiolaro, che si sono trattenuti con il direttore di Canale Cultura per una chiacchierata spontanea sul valore del festival e sulle prospettive future. È stato confermato con entusiasmo che la manifestazione continuerà per almeno quattro anni, con l’obiettivo di fare di Gavirate un centro propulsore per la memoria, l’opera e il pensiero educativo di Gianni Rodari.
Un inizio promettente, dunque, per un festival che nasce sotto il segno della condivisione, dell’immaginazione e della cultura, capace di unire le generazioni e di riscoprire il valore profondo delle parole, del gioco e del pensiero critico.
Canale Cultura sarà presente con un’apposita sezione del sito per seguire e raccontare questo straordinario viaggio culturale. Un seme è stato piantato: ora sta a tutti noi farlo crescere.