Arte Fiera è la fiera d’arte moderna e contemporanea più longeva d’Italia, ma non rinuncia a rinnovarsi

Alberto Casiraghi – Pulcinoelefante
12/21/2022

Arte Fiera è la fiera d’arte moderna e contemporanea più longeva d’Italia, ma non rinuncia a rinnovarsi

ARTE FIERA 46

L’edizione 2023 della fiera d’arte di Bologna, la quarta sotto la direzione artistica di Simone Menegoi, svoltasi dal 3 al 5 febbraio, nella sede storica nei padiglioni 25 e 26, ha segnato un cambiamento su più fronti: il public program, l’allestimento delle aree comuni e l’accoglienza del pubblico, oltre a registrare ben 50 mila visitatori e ottime vendite.

Si è configurata subito come un’edizione dal forte spirito di rinnovamento soprattutto per la nuova e inedita governance con il collezionista Enea Righi in qualità di Managing Director a fianco del Direttore Artistico Simone Menegoi.

Anche i galleristi hanno proposto importanti progetti espositivi innovativi, creativi e di grande impatto visivo oltre che concettuale.

Sono stati complessivamente 141 gli espositori della Main Section e delle sezioni curate che hanno partecipato quest’anno.

Curiosando tra gli stand

Lo Stand della galleria VISTAMARE ha presentato “ Arcobaleno alimentare”, opera di grande effetto che sorprende ed emoziona. Un tondino ad arco di ferro sostiene sei ampolle a forma di cuore  contenenti acqua e coloranti alimentari. In ognuna è posto un tulipano bianco, che lentamente si colora di sfumature diverse, andando a comporre l’arco dello spettro ottico. La processualità dei fenomeni naturali, la loro caducità e la cura quotidiana per mantenere il fenomeno attivo sono gli elementi costitutivi di questa installazione che cattura l’osservazione del visitatore avvicinandolo  all’arte in molte maniere differenti, più empatiche e partecipative. E’ un’opera ispirata alla natura, un’opera viva che si trasforma nel tempo e il bello è proprio questo progredire di passaggi, di mutazioni naturali che col passare dei giorni permettono ai tulipani di assorbire sempre maggiore colore. I riferimenti sono molteplici, sono opere che accompagnano con il loro modificarsi e che affascinano chi le osserva. L’installazione infatti delinea una visione precisa, suadente e poetica capace di suscitare curiosità, stupore e leggerezza. Nel 2017 quest’opera è stata esposta anche in una mostra a Pescara.


Mario Airò ( Pavia 1961) Arcobaleno alimentare 2017. Acciaio, vetro, coloranti alimentari, acqua, fiori cm140x250x90

Questa edizione lancia anche un nuovo format Percorso, un itinerario tematico tra gli stand della Main Section il cui filo conduttore è un materiale / tecnica attuale: la ceramica.

 All’interno della manifestazione torna la seconda edizione del ciclo di conversazioni Book Talk, sostenuto da Bper banca e centrato esclusivamente su libri d’arte.  Guendalina Piselli, assistente alla Direzione Artistica di Arte Fiera ed ex co-direttrice di Fruit Exhibition – Independent Art Book Fair ha curato le presentazioni di alcuni dei più interessanti titoli italiani . Domenica alle ore 16.00 ha avuto grande successo la conferenza “Alberto Garutti. L’opera e il suo contesto”.    

E’ stato un riconoscimento dedicato al lavoro e al percorso artistico di Alberto Garutti, invitato da Arte Fiera a realizzare un’opera inedita: Opus Novum. Che cosa succede nelle stanze quando le persone se ne vanno?

L’autore la descrive così: “Mentre il Padiglione di Arte Fiera chiude, si spengono le luci e i guardiani se ne vanno, alcuni dei mobili (sedie, panche e tavoli) già presenti nell’arredo della fiera e distribuiti in tutto lo spazio espositivo si illuminano perché dipinti con una pittura fosforescente. Questi oggetti, ordinari e quotidiani, si mimetizzano nell’ambiente circostante, tanto da non essere riconosciuti come arte. Il pubblico non li vedrà se non come semplici oggetti d’arredo. Solo nella fotografia pubblicata altrove, considerata vera parte integrante di questo lavoro, sarà possibile vedere i mobili illuminati.
Viene modificata così la percezione che il pubblico ha dell’opera: essa si può solo immaginare, pensare, aspettare. È in questa tensione immateriale che si svela la natura del lavoro: l’opera si realizza solo nell’incontro con lo spettatore, a cui si chiede un paziente sforzo nel cercarla.

Prendendo spunto dalla monografia sull’artista concepita da Germano Celant, di futura pubblicazione, Antonella Soldaini (consulente curatoriale e responsabile della ricerca dello Studio Celant), Eva Fabbris (curatrice e storica dell’arte) e Simone Menegoi (direttore artistico Arte Fiera) ripercorrono la carriera dell’artista e illustrano l’opera inedita ideata per questa occasione. Garruti, artista di grande valore, è stato scelto anche per celebrare il legame con Bologna, dove, all’inizio degli anni Novanta, teneva la cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti, ed era già un punto di riferimento per i suoi allievi. L’opera è realizzata col supporto di Henoto, azienda leader nel settore degli allestimenti.

Articolo di Silvia Ceffa

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