A un certo punto, negli Stati Uniti, la politica ha smesso di sembrare una discussione ed è tornata a somigliare a un conflitto.
Non è successo all’improvviso. E soprattutto non è successo per caso.
Per anni abbiamo raccontato a noi stessi una storia rassicurante: le democrazie ricche sono stabili, razionali, capaci di assorbire le tensioni. La politica, lì, può anche essere dura, ma resta dentro i confini del confronto civile. È una convinzione che oggi scricchiola.
C’è un saggio pubblicato su Aeon che aiuta a mettere a fuoco il punto. La sua tesi, semplice e scomoda, è questa: la violenza politica non è un’anomalia delle società fragili. Può emergere, e sta emergendo, proprio dentro le democrazie più avanzate.