cultura e potere

17 Gennaio 2026

Il mondo come risorsa: la lezione fredda dell’Artico

C’è un momento, davanti alle mappe, in cui la politica smette di parlare di idee e torna a parlare di cose. Non “valori”, ma rotte. Non “principi”, ma minerali. L’Artico è quel momento. Ho letto un commento di Ian Chambers su il manifesto che insiste su una tesi dura: capitalismo e colonialismo non sono due storie diverse, sono la stessa storia raccontata con nomi più eleganti. È una tesi che, detta così, rischia lo slogan. Ma ha un pregio: ti obbliga a cercare la coerenza dove preferiremmo vedere eccezioni. Allora provo a spostare lo sguardo più a Nord, dove il mondo cambia forma in modo quasi impudico. In Groenlandia e nelle rotte artiche, oggi, sta succedendo qualcosa che assomiglia a una rivelazione: non tanto “nuove terre”, quanto un vecchio istinto che torna praticabile.
16 Dicembre 2025

Il presidente, il Congresso e il confine del potere

Per capire come sta cambiando l'equilibrio fra i poteri negli Stati Uniti, e se si tratta di una svolta, un atto di forza di Trump o solo una brusca accelerazione di un processo già in corso da tempo, dobbiamo partire da molto lontano, dai 55 delegati che parteciparono alla Convenzione di Filadelfia del 1787. Non tutti sono considerati “Padri fondatori” allo stesso livello, ma tutti contribuirono alla nascita del sistema. Prima di parlare del prodotto delle loro discussioni, è importante ricordare che i Padri fondatori litigarono su quasi tutto: quanto potere dare al presidente, quanto potesse essere forte il governo federale, che ruolo avessero gli Stati, quanto fidarsi del popolo. La costituzione americana nasce dal conflitto, non dal consenso. È un documento di compromesso, costruito per reggere anche quando chi governa non è virtuoso.
5 Dicembre 2025

L’Europa non è un’idea da abbattere

C’è un tratto che colpisce nelle ultime parole di Donald Trump sull’Europa: non è la durezza, non è la postura muscolare, non è nemmeno l’ennesima polemica sulle politiche migratorie o sulla transizione energetica. È l’ambizione di trasformare una valutazione politica in una diagnosi culturale definitiva. L’Europa, secondo la nuova National Security Strategy pubblicata a Washington, sarebbe vittima di una “erosione civilizzazionale”. Un continente che si starebbe perdendo, per colpa di scelte sbagliate e identità confuse. Il punto è che questa lettura non è neutrale. È un racconto costruito, calibrato per servire una visione del mondo molto precisa: quella di un’America che torna a chiedere fedeltà, non collaborazione; che vuole alleati obbedienti, non partner autonomi; che preferisce un’Europa litigiosa a un’Europa capace di decidere da sola
2 Dicembre 2025

Diplomazia: la parte invisibile che tiene insieme il mondo

Per molti anni abbiamo creduto che la diplomazia fosse un patrimonio solido, quasi naturale. Una trama di gesti, rituali, linguaggi che teneva il mondo in equilibrio. Chi, come me, ha studiato quella “vecchia scuola”, conosce bene l’idea di fondo: la pace non la garantisce la forza, ma la pazienza. Non la velocità, ma la continuità dei rapporti. Non il prezzo, ma la fiducia.