Terza pagina

26 Marzo 2026

L’Apocalisse come strategia?

C’è una scena che torna, ascoltando Peter Thiel. Non è una catastrofe. Non è una guerra. Non è nemmeno un crollo. È una stanza piena di persone molto razionali — investitori, politici, tecnici — che annuiscono mentre qualcuno dice, con calma: il mondo potrebbe non reggere così com’è. Prima però conviene fermarsi un attimo su chi parla, e a chi. Thiel non è un commentatore. È uno dei protagonisti della Silicon Valley degli ultimi vent’anni: cofondatore di PayPal, primo investitore esterno di Facebook, fondatore di Palantir Technologies, una delle aziende più influenti — e meno visibili — nel campo dell’analisi dei dati per governi e grandi organizzazioni. E i luoghi in cui parla contano quanto le parole.
11 Marzo 2026

L’etica può fermare gli algoritmi della guerra?

C’è un momento, nella storia, in cui una tecnologia smette di essere soltanto una tecnologia e diventa uno specchio. Non ci dice più solo cosa possiamo fare. Ci dice chi siamo. L’intelligenza artificiale è arrivata a quel punto. La notizia che ha riaperto la discussione è concreta. Una società americana, Anthropic, tra i protagonisti della nuova generazione di modelli di AI, ha imposto limiti severi all’uso dei propri sistemi in ambito militare: niente armi completamente autonome, niente sorveglianza di massa, niente utilizzi che possano trasformare l’algoritmo in una macchina di decisione letale. Il Pentagono non l’ha presa bene.
26 Febbraio 2026

Il potere e il limite

Non è una storia di sesso. È una storia di potere. A un certo punto la domanda cambia forma. Non è più "che cosa è successo nel caso Epstein", ma qualcosa di più scomodo: perché il potere, quando diventa davvero potere, sembra smarrire il senso del limite proprio lì dove dovrebbe essere più evidente? Se restiamo sulla superficie, la risposta è facile e anche un po' consolatoria: devianza, patologia, eccezione. Funziona perché ci permette di chiudere il caso dentro una categoria e andare oltre. Ma se allarghiamo lo sguardo, quella spiegazione inizia a scricchiolare. Non perché sia falsa, ma perché è insufficiente.
24 Febbraio 2026

Perché ci attrae il modello americano?

Noi europei diciamo “America” e spesso non stiamo parlando di un Paese. Stiamo parlando di una promessa. Di un pacchetto di immagini che ci arriva addosso da decenni, lucido, coerente, quasi inevitabile. Libertà. Velocità. Reinvenzione. Successo visibile. E una politica che sembra sempre una scena decisiva, mai una riunione di condominio. La prima cosa che ci attrae, psicologicamente, è l’idea che tu possa ricominciare. Non domani. Oggi. Cambi città, cambi lavoro, cambi storia. Ti presenti con un nome e con un progetto. E il mondo, almeno nel racconto, non ti chiede permesso.