C’è una frase che resta addosso: i libri devono accendere micce e fuochi, non versare acqua fresca. Funziona come una prova del nove. Davanti a un testo, domandiamoci: scalda o rinfresca? Illumina o anestetizza? In tempi in cui ci promettono di “capire tutto” in 15 minuti e le app rispondono in tre secondi, l’editoria è davanti a un bivio: rincorrere la semplificazione fino a negare se stessa, oppure difendere il diritto alla complessità. Non per snobismo: per rispetto del lettore.