Appunti

17 Maggio 2026

Il labirinto dei libri e i ragazzini che lo attraversano

C’è un luogo, a Torino, dove per cinque giorni le parole smettono di stare ferme. Escono dalle copertine, salgono sulle scale mobili, si infilano tra gli stand, prendono il tram, si siedono nei bar, aspettano in fila accanto ai lettori. Alcune sono parole antiche, con il passo lento dei classici. Altre arrivano trafelate, appena stampate, ancora calde di tipografia. Altre ancora non sanno bene che cosa diventeranno: romanzo, saggio, poesia, fumetto, confessione, promessa. Quel luogo è il Salone Internazionale del Libro di Torino, che nel 2026 abita ancora una volta il Lingotto Fiere, dal 14 al 18 maggio
30 Aprile 2026

La giornata del libro è passata. E forse va bene così

Adesso che la Giornata del libro è passata, forse si può parlare dei libri con un po’ più di verità e un po’ meno cerimonia. È finita la parte in cui tutti, giustamente, dicono che leggere è importante, che i libri aprono la mente, che una società senza lettura si impoverisce. Tutte cose vere. Ma anche cose che, ripetute nel giorno giusto, rischiano di suonare come certe frasi affettuose dette per calendario: sincere, magari, ma un po’ costrette. Forse i libri meritano un’altra temperatura. Meno celebrativa, più reale.
13 Aprile 2026

Crescita contro società

Da anni il confronto viene raccontato sempre allo stesso modo: gli Stati Uniti crescono, l’Europa rallenta. L’America innova, l’Europa regola. Di qua il dinamismo, di là la prudenza. Da questo schema discende una conclusione politica precisa: se l’America corre, l’Europa deve imitarla. Meno tasse, meno vincoli, meno welfare, meno Stato.
9 Aprile 2026

Quando sarà il nostro turno?

La vera domanda, dopo la minaccia di Trump contro la “civiltà iraniana”, non riguarda solo l’Iran. Riguarda il criterio che quelle parole provano a introdurre. Se un leader può evocare senza scandalo la distruzione di una civiltà intera, allora il problema non è soltanto il bersaglio di oggi. È il principio che si deposita per domani. Trump ha pronunciato quella frase nel pieno di un ultimatum sull’Iran, accompagnandola con minacce contro infrastrutture civili e dentro una crisi che solo dopo si è momentaneamente fermata in una fragile tregua. È qui che nasce la domanda: quando sarà il nostro turno?