A volte mi chiedo se, di fronte allo spettacolo offerto da chi ci rappresenta, non sia sempre più necessario creare scuole di politica. Non scuole di partito, non accademie per funzionari, ma luoghi in cui chi desidera dedicarsi alla cosa pubblica possa acquisire strumenti, linguaggio e metodo.
La domanda sembra teorica, ma non lo è: ogni volta che qualcuno decide di esporsi, la sente addosso — da dove comincio?