Pioveva sottile. Non quella pioggia romantica da cinema francese. No, quella appiccicosa che si infila nei risvolti del cappotto. Il cinema sembrava un rifugio. Halloween, Bergman, silenzio: il mio piano perfetto.
La sala era un circo gotico. Mantelli, maschere, sangue finto a ettolitri. Mi siedo. E poi vedo la falce.