

Mi sono svegliato con una sensazione strana.
Non era ansia. Non era entusiasmo.
Era… assenza di programma.
La cosa mi ha preoccupato.
Ho fatto il caffè, mi sono scottato la lingua — segno che il mondo funzionava ancora — e ho deciso di uscire. Senza motivo. Che, per me, è già un motivo sospetto.
Camminavo cercando di sembrare una persona che passeggia.
Non è facile.
La gente intorno a me sembrava sapere cosa stava facendo.
Io osservavo. Con un certo sospetto.
Quando qualcuno è sereno, penso sempre che abbia perso un’informazione important
Mi è venuta in mente una frase attribuita a un filosofo greco — forse Aristippo, forse un cameriere di Atene, non ricordo bene:
“Se non sai dove andare, siediti. È già una direzione.”
Non mi ha rassicurato.
Mi sono fermato davanti a una vetrina.
Dentro: oggetti inutili ma rassicuranti.
Fuori: io, con l’aria di uno che sta per capire qualcosa e poi cambia idea
Ho pensato: “Sei tu il problema.”
Non è stata una rivelazione.
A un certo punto sono finito in un parco.
Piccolo. Nessuna importanza.
Mi sono seduto.
All’inizio aspettavo che succedesse qualcosa.
Poi ho smesso.
Non è successo niente.
E io… sono rimasto lì.
Mi è tornata in mente un’altra perla greca, probabilmente apocrifa:
“Gli dèi si divertono molto quando gli uomini hanno un piano.”
Ho deciso di non intrattenerli.
Nessun pensiero brillante.
Nessuna ansia organizzata.
Solo tempo che passava senza chiedere il permesso.
Mi sono detto: “Non è produttivo.”
Poi ho aggiunto: “E allora?”
Quando mi sono alzato, non avevo recuperato niente.
Ma neanche perso.
Sono tornato a casa con una leggerezza che non avevo ordinato.
Mi sono seduto alla scrivania.
Ho guardato il foglio bianco.
Non sembrava avere niente da dire.
Ho scritto:
Oggi non è successo niente.
Mi sono fermato.
Poi ho aggiunto:
E, sorprendentemente, va bene così.
La sera non ho acceso la televisione.
Nessuna voce, nessuna distrazione.
Solo silenzio.
Non era vuoto.
Era… sufficiente.
Prima di dormire ho guardato il soffitto.
Stesso di stamattina.
Ho sorriso.
“Finalmente.”
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Disclaimer (non si sa mai…)
Woody è un personaggio di finzione, il mio alter ego narrativo. Si ispira nello stile e nelle atmosfere al suo omonimo americano, senza alcuna affiliazione, approvazione o rapporto. I dialoghi e le situazioni sono inventati o rielaborati a fini narrativi; eventuali riferimenti a persone o fatti reali servono al racconto e non intendono descriverli fedelmente. Marchi e nomi citati appartengono ai rispettivi titolari.
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